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sabato 09 giugno 2012,
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Il programma a confronto col bilancio di due anni

 

Il programma a confronto col bilancio di due anni

Sant’Anastasia –  Tracciare il bilancio è come mettersi allo specchio o come fare i conti in famiglia a fine mese. Se lo fai, non ci sono scappatoie: lo specchio riflette la realtà, i conti a fine mese o quadrano o la gestione non è stata oculata.
“Ma il sindaco vuole fare un comizio, col bilancio in piazza?” dicevano in nostra presenza tra loro alcuni cittadini. “E’ ancora campagna elettorale?” “No, aveva detto che informava tutti sulle cose fatte e stasera lo farà”. “Caspita, ha questo coraggio? Allora è uomo di parola, è una cosa buona, vediamo che dice!”.

Molti anni fa nei comizi elettorali si facevano promesse ai cittadini e non si era obbligati a darne conto. Era necessaria la memoria sveglia per ricordare le promesse e l’attuazione. Oggi, il programma elettorale, scritto, firmato ed approvato, “inchioda” le amministrazioni o almeno dovrebbe. E le obbliga a dire tutto quanto fatto ai cittadini.
La recentissima manifestazione voluta dal sindaco Carmine Esposito sui primi due anni di amministrazione denominata “Bilancio in piazza” avrà i suoi echi di critica e di approvazione, ma ha già ottenuto un primo risultato: ha evidenziato la necessità di un cambio di mentalità.
“Avere il sogno del paese che vorresti e fare il programma è un conto. Fare il bilancio in piazza sul sogno e sul programma è un altro, perché dai conto ai cittadini e misuri pubblicamente: la validità e la congruità del programma approvato per cinque anni di governo; la trasparenza e l’efficienza dell’amministrazione comunale e della macchina amministrativa, chiamate a realizzare, con “i soldi” stanziati in bilancio, i contenuti del programma; l’efficacia dei procedimenti e i tempi di realizzazione degli indirizzi del sindaco; l’efficacia dei contenuti progettuali; il peso della corrispondenza tra la spesa presunta e la spesa reale, appuntamento concreto che evidenzia matematicamente eventuali sprechi, criticità e i “prodotti” realizzati dall’Ente; la valutazione (in termini più tecnici è nota come valutazione “in itinere” ed “ex post”) di quanto realizzato, messa in rapporto e confronto con i precedenti parametri e la finalità del progetto, cioè il “bene comune e la centralità del cittadino”. Fissare, ad es., l’IMU sulla prima casa al 3x1000 è un dato di fatto a favore del cittadino, raggiunto grazie al competente lavoro svolto dall’assessore Armando Di Perna. Di fronte agli obiettivi raggiunti in due anni, abbiamo ora la possibilità di fermarci a valutare la convenienza e la possibilità di “rimodulare il programma” cambiandolo o aggiungendo altri obiettivi, fossero anche quelli proposti a suo tempo dall’attuale opposizione. Non a caso il mio programma è un programma “aperto” e non “chiuso”, quindi non è un programma statico, ma dinamico e in funzione del bene comune. E’ possibile e logico, se necessario, rimodulare il programma in funzione di obiettivi da modificare o altri obiettivi, ove realizzabili”.  Parole del sindaco Carmine Esposito.

Che aggiunge: “Collocazione, non appartenenza. I partiti e le coalizioni sono importanti per l’indirizzo politico generale, ma, dopo le elezioni, i partiti devono accompagnare l’esecutivo e il Consiglio Comunale nella realizzazione del programma. Se i partiti non lo fanno, allora diventano un ostacolo o inutili e un sindaco non può tradire il mandato elettorale. Per questo, fatte le elezioni, la collocazione è prioritaria rispetto all’appartenenza. Il governo scelto dal popolo deve realizzare il programma, la “magna carta” di ogni amministrazione comunale. I settori e i servizi comunali, tranne pochi, hanno evidenziato carenze anche in termini di “concezione” del lavoro ed è stato difficoltoso, ad esempio, ritrovare subito tutto ciò che per settori abbiamo prodotto in due anni per ripercorrerne le tappe più significative. E’ necessario un cambio di mentalità a tutti i livelli!”
Informare i cittadini sull’efficacia dell’azione amministrativa e avere il coraggio e soprattutto il dovere di mettersi “in piazza” non più come alleanza di partiti, necessaria per proporre alla città il governo che ogni compagine intende dare, ma come “amministrazione” scelta dal popolo per attuare il programma approvato nel primo consiglio comunale del sindaco eletto:“Questo abbiamo fatto con la recente manifestazione, che è stata appunto un “Bilancio in piazza” insieme a cittadine e cittadini”.

Se il sindaco ha inaugurato una nuova “stagione”, per lasciare una traccia visibile e concreta ai cittadini, ai partiti, alle associazioni, alla stampa e agli storici, ben venga ogni anno, come ha annunciato, un altro bilancio in piazza con una sempre più puntuale valutazione dei “fatti”.
E il sindaco ribadisce con forza:”Cittadini, grazie della vostra partecipazione, altre battaglie importanti ci aspettano, non mi lasciate solo, seguitemi in questo percorso. Vi terrò informati e saprete se riuscirò a trasformare Sant’Anastasia in una città più vivibile, più bella e a misura d’uomo”.
 

 

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