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venerdì 29 giugno 2012,
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Nola, Gigli: un indecoroso tentativo di minimizzare

 

Nola, Gigli: un indecoroso tentativo di minimizzare

NOLA - L’indecoroso tentativo del Sindaco di Nola di minimizzare quanto avvenuto domenica notte nelle strade cittadine, riportando il tutto a tappi di spumante, inizio di rissa “fisiologica” in una festa come questa e panico esagerato con feriti lievi, potrebbe apparire risibile se non fossimo invece dinanzi ad un episodio che ha visto la necessità, per la prima volta, di interrompere opportunamente la festa dei gigli.

I gravissimi fatti
avvenuti, più che richiedere l’affrettata approvazione di uno statuto tenuto immotivatamente in naftalina per tre anni e tentare una grottesca “normalizzazione” senza individuare responsabilità, dovrebbero indurre ad una riflessione generale ed una valutazione sulle trasformazione della festa nell’ultimo decennio.
Negli ultimi giorni una intera comunità aveva già dovuto difendersi da accuse quali quelle della commistione tra gigli e interessi camorristici, adesso una grande parte di questa stessa comunità si sente avvilita, sconcertata, impotente di fronte ad una notorietà negativa di cui avrebbe volentieri fatto a meno.

Nella nostra festa ci
sono atteggiamenti diffusi di protervia, prepotenza, arroganza, mancanza di rispetto per le vecchie generazioni e per la gente che accorre a vederla, con personaggi che si autodefiniscono re, imperatori, gladiatori ed altro ancora, e che, con i loro comportamenti alimentano una competitività esasperata fra le paranze.
E’ necessario soffermarsi sulle involuzioni subìte dalla festa con l’introduzione di aspetti e modelli estranei ed esterni ad essa, sui tempi, sui ritmi musicali, con note che annunciano duelli, testi offensivi, parole d’ordine sincopate, un intero armamentario di stupidità e volgarità contrabbandato per inevitabile modernizzazione della festa.

Una festa fondata
sulla ritualità e sulla sacralità di simboli e significati, seppur soggetta ad alcune trasformazioni, non può diventare altro, oscurando soprattutto nelle nuove generazioni la conoscenza delle radici da cui essa prende origine e il senso di una continuità storica.
Ma una cosa il sindaco ed i suoi “collaboratori” non potranno mai smentire: la connessione sempre più stretta tra interessi politici e festa, con paranze che hanno eletto propri rappresentanti “diretti” in consiglio comunale o con consiglieri (i nomi li conoscono tutti) che si ergono a “garanti” di interessi delle paranze, e non solo di quelle nolane, per fini elettorali.

La nostra critica serrata ed il nostro fermo contrasto a modelli di festa vuoti di significato e storia ( pensiamo a quelli di Barra e di altre realtà) che sempre più massicciamente sono stati introdotti nella nostra festa, non ci inducono però a fare nostro l’atteggiamento di un generalizzato e culturalmente razzistico ostracismo verso i cittadini di quelle realtà.
Domenica notte, chi era in strada (ed era doveroso che lo fossero anche i nostri amministratori) ha avuto la possibilità di vedere sui volti di giovani, bambini,donne, anziani lo smarrimento e la paura per una sorta di mortificante caccia allo “straniero” che offende chi in questa città ha ancora una sensibilità democratica.

Una classe dirigente che parla, spesso a sproposito, di UNESCO e di altri inviti prestigiosi, ha il dovere di difendere in tutte le sedi la propria festa, e cioè la storia di una comunità che la esprime, ma anche di evitare di sostenere pericolosi riferimenti allo “straniero” quale capro espiatorio di quanto avvenuto.

Sinistra Ecologia e Libertà
Zona Nolana 
 

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