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sabato 30 giugno 2012,
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Il “rifiuto” della civiltà

 

Il “rifiuto” della civiltà

MARIGLIANO - È arrivato il caldo, prima Scipione poi Caronte e come ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, a Marigliano scoppia “l’emergenza rifiuti” o meglio “l’emergenza civiltà”. Infatti a ben guardare non c’è nessuna discarica satura, il termovalorizzatore di Acerra funziona a pieno regime, la raccolta differenziata va avanti a gonfie vele, eppure sui marciapiedi ed a ogni angolo delle strade, spunta il famigerato sacchetto, spesso indifferenziato, il più delle volte contenente la frazione organica.
 
Mi chiedo quale perverso meccanismo induca la gente cosiddetta civile, ad abbandonare lungo le strade i propri rifiuti. Tutto questo oltre ad essere un “pessimo biglietto da visita”, trasforma con le alte temperature di questi giorni, le nostre strade in vere e proprie discariche maleodoranti a cielo aperto. Ovviamente il tutto viene lasciato a marcire sui marciapiedi per giorni e nella migliore delle ipotesi i rifiuti si trasformano in un lauto pasto per i cani randagi o in divertimento per i gruppi di ragazzini che si cimentano in improbabili partite a calcio.

Da quando è partito il servizio di raccolta rifiuti porta a porta, esiste un calendario con i giorni di raccolta dei vari tipi di rifiuto e gli orari di conferimento dei sacchetti in strada, eppure il malcostume è duro a morire. <<La gente nasce sporca di costituzione, se nasce fetient’!>>, recitava Nunzia Fumo nel film Così parlò Bellavista, ed in effetti a quasi trent’anni di distanza dalla profetica scena, poco o niente è cambiato ed I soliti “fetienti” in barba ai regolamenti, lungo corso Vittorio Emanuele e lungo corso Umberto I, lasciano i propri rifiuti in strada tutti i giorni ed a tutte le ore, ovviamente non fuori dalla propria abitazione, ma sul marciapiede opposto, oppure lontano dalla propria abitazione evidentemente per non essere individuati. C’è poco da fare, qui non c’entra la politica, non ci sono controlli da mettere in campo e non c’è regolamento che tenga, Il problema è strettamente comportamentale e culturale.

Nasce da quel senso di impunità generale, dalla strisciante inciviltà latente che consente ancora oggi di fare, in barba alle leggi vigenti, i propri porci comodi. Ci lamentiamo quando qualcosa non funziona, pronti a sottoscrivere petizioni, pronti ad indignarci se gli amministratori comunali non fanno il proprio mestiere. Indigniamoci anche ora, segnalate a me oppure alla Polizia Municipale le strade e le persone, se così possiamo definirle, inclini a questa pratica incivile.

C’è ancora molto
da fare per poterci definire un paese culturalmente avanzato e rispettoso delle regole, credo ci sia bisogno di più senso civico e di più partecipazione, il problema riguarda non solo tutti noi ma anche le generazioni future. Il riscatto della nostra società nasce dal basso, nasce anche dall’opportunità di dare il buon esempio e di educare chi sbaglia, tutti possiamo contribuire mettendoci sempre dalla parte della legalità, per rendere la nostra città più civile ed i nostri concittadini meno “fetienti”.

Salvatore Vecchione

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