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sabato 30 giugno 2012,
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In vista di un autunno drammatico

 

In vista di un autunno drammatico

POMIGLIANO - Lunedì pomeriggio anch’io sarò presente, eccome, alla manifestazione regionale dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Mi auguro che i sindacati vorranno finalmente annunciare di avere raggiunto una nuova e responsabile posizione unitaria sulla Fiat di Pomigliano. Spero altresì che annuncino l’impegno a voler approntare una proposta-piattaforma per il Mezzogiorno e la Campania. Non c’è dubbio che le previsioni di un autunno caotico e drammatico per Napoli e la regione, sono già nell’aria. Si possono chiaramente cogliere dai segnali provenienti dalle famiglie in difficoltà, dal disagio giovanile e dal mondo del lavoro, dal degrado ambientale e sociale.

Se a tutto questo
aggiungiamo l’aumento delle nuove alle vecchie povertà, l’assenza di prospettive occupazionali, lo stillicidio della piccola e media industria, l’abbandono dell’artigianato, diventa inevitabile per il sindacato campano, puntare decisamente sulla ripresa autunnale e alla mobilitazione, partendo da una riflessione sulla situazione in atto. Di certo sulla preoccupante realtà napoletana e regionale, pesano responsabilità e limiti della classe politica, dei governi nazionali e regionali, di un’imprenditoria ottusa che vive all’ombra della commessa pubblica, ma è anche vero che non vanno sottaciuti i ritardi e gli insuccessi del sindacato. Le divisioni, i litigi le incomprensioni. Se così, non dovrebbero esserci dubbi, sull’improponibilità di appelli e slogan consumati, su percorsi rituali e improduttivi che stanno stancamente alle spalle del sindacato. Necessita invece, con la ripresa sindacale, compiere uno scatto imperioso, di riflessione e discussione, immaginando idee, proposte e progetti riaggiornati, coerenti e perseguibili, sostenuti da iniziative adeguate per aprire un capitolo concreto del movimento campano dei lavoratori.

Sarà senz’altro un lavoro difficile per tutto il sindacato, ma oggi non ci sono alternative. In questo orizzonte mi aspetto che i segretari generali, in rappresentanza degli interessi degli occupati e dei senza lavoro, si adopereranno per evitare la guerra tra i poveri, e non riproporranno rivendicazioni omnicomprensive che coprono tutto e tutti. Il sindacato campano deve scegliere la strada dell’innovazione, della ricerca, della cultura, delle opzioni, dei progetti e priorità per aprire un vero e proprio confronto con la Regione e il Comune di Napoli sulle prospettive di crescita e dello sviluppo. E perché no, anche col governo nazionale. Probabilmente per rafforzare l’iniziativa e il dibattito intorno ai temi individuati, si richiede un grande sforzo di mobilitazione e unità del sindacato.

Ma anche dirigenti sindacali che la smettano di fare “i petrusini in ogni minestra” non si parlino addosso, e ravvisano la necessità di dispiegare le modalità più tradizionali e incisive dell’azione sindacale, che devono essere: unità, autonomia, partecipazione, mobilitazione, lotta. Non so se lo strumento per ripartire in autunno può essere quello dello sciopero generale, ma sono sicuro che la gravità della situazione raggiunta in Campania, richiede da parte del sindacato di scegliere, prima che sia troppo tardi, tra le risposte possibili, la più precisa e impegnativa, senza sconti per nessuno. Ma proprio nessuno. Neanche nel periodo dei saldi.

 

Vedi tutti gli articoli di questo autore - Andrea America

 
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