sabato 25 ottobre 2014 - ore: 17:57| 121 utenti online
 
 
sabato 07 luglio 2012,
| Altri

Circumvesuviana, precisazioni del sindacato Or.SA.

 

Circumvesuviana, precisazioni del sindacato Or.SA.

Gli articoli sui giornali di questi giorni, aventi come oggetto la situazione in
Circumvesuviana, urgono una serie di considerazioni e precisazioni, che il
Sindacato Or.S.A. ritiene necessarie per meglio chiarire la reale situazione.
Le condizioni climatiche ed aziendali mal si accordano con le parole di questi
articoli, creando tensioni e stress tra i lavoratori.

Cominciamo le nostre considerazioni dal materiale rotabile, infatti su una
flotta di 118 elettrotreni di vecchio tipo (FE220 e T21), 53 hanno un impianto
di condizionamento che è obsoleto, rumoroso e, nella migliore delle ipotesi
non funzionante, non solo, perché è addirittura dal 2008 che non viene
effettuata la “sanificazione” dell’impianto e non vengono sostituiti i filtri,
nonostante gl’impegni presi coi verbali firmati in azienda, presente anche i
funzionari dell’ASL NA 1, fin dalla fine degli anni ’90, a seguito di questi
verbali, la Regione Campania si attivò e, coi “fondi di rotazione” fu finanziata
un’operazione che doveva essere la soluzione di questo problema, realizzando
un nuovo impianto a “pompa di calore”, però solo su 65 Elettrotreni.

Attualmente di questi 65 Elettrotreni ne sono in circolazione solo 8, perché gli
altri 57 sono fermi per tutta una serie di “motivi tecnici”, dei tanto decantati
24 Metrostar, solo 7 sono in servizio, gli altri pure sono fermi per gli stessi
motivi, ne consegue che sui circa 58 ETR in circolazione (a fasi alterne perché
l’uso continuo ne determina un maggior percentuale di guasti), solo 15 hanno
un impianto di climatizzazione della cabina funzionante.
Le altre “anomalie” che ogni elettrotreno ha, quotidianamente, si sommano ai
disagi causati dalla scarsa climatizzazione e, contribuiscono a rendere il
lavoro del personale treni, ancora più stressante e pesante dal punto di vista
psicofisico.

Solo senso
di responsabilità e di attaccamento alla Circumvesuviana dei
lavoratori, consolidatosi in 25 e più anni di servizio, sempre onorato, ci fanno
superare queste difficoltà, sobbarcandoci del disagio, per aiutare l’azienda in
questi difficili momenti, ma questa disponibilità non dev’essere confusa con
una totale acquiescenza a quelli che sono i desideri di alcuni dirigenti
dell’Ente Volturno, che, volendo mascherare le loro pecche ed inadempienze
nelle passate gestioni in altre aziende di trasporto, la loro nomina sotto altra
amministrazione regionale, cercano di “ricrearsi una verginità” politica e
dirigenziale, provando a far quadrare i conti dell’azienda, non eliminando
sprechi, diseconomie, dirigenze inutili o duplicate, esternalizzazione di
lavorazioni che potrebbero esser fatte a minor costo e con maggiore qualità
dai dipendenti in organico, ma soltanto facendone gravare il peso sui
lavoratori, in particolar modo su quelli direttamente legati all’esercizio
ferroviario, con aumenti spinti di produttività e mobilità interna forzata.

Giova ricordare che in Circumvesuviana dal settembre scorso i nostri stipendi
hanno avuto un taglio pesante, aggravato anche da aumenti di produttività ed
una riduzione di circa il 15% dell’organico aziendale, richiesti per poter
“raddrizzare” i conti della holding, adesso ci vien riproposto ancora un
ulteriore aumento di produttività, mentre per la sterminata platea di funzionari
di alto profilo e per i dirigenti nulla vien fatto, nonostante i proclami
strombazzati su tutti gli organi di stampa.

Aspettiamo poi, addirittura dal 26 aprile scorso, che l’assessore ai trasporti, il
sen. Vetrella, dia seguito alle parole del suo comunicato stampa, in cui si
diceva compiaciuto che il sindacato OrSA avesse accolto il suo invito a
riprendere le corse sulla tratta Napoli-S.Giorgio, e che si sarebbe prodigato ad
aprire un tavolo tra le parti per trovare le soluzioni ai problemi che avevano
determinato il blocco delle corse, a queste parole, sono seguiti solo annunci e
proclami in cui l’assessore si è vantato di aver aumentato il numero delle
corse, ma i problemi dei lavoratori sono rimasti tali e, anzi sono aumentati,
con stipendi pagati in ritardo e pressanti voci su riduzione degli organici del
personale treno, con mobilità interna forzata per coloro che risultassero in
esubero. Tutte queste situazioni sopra esposte, oltre ad aumentare un clima di
forte tensione sociale, certamente non favoriscono un percorso negoziale, in
special modo se la controparte è arroccata duramente su posizioni inaccettabili
dai lavoratori e dal sindacato che li rappresenta.

Vedi tutti gli articoli di questo autore - Redazione

 
MARIGLIANO.net

Questo è il blog di MARIGLIANO.net su cui puoi lasciare il tuo commento

Visita il blog di MARIGLIANO.net

Segui i nostri video sul canale YouTube di MARIGLIANO.net

Seguici su YouTube

Segui i nostri post su Twitter per essere sempre aggiornato

Seguici su Twitter

Diventa fan della nostra pagina su Facebook

Diventa fan su Facebook