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Marigliano: quartiere che vai, sagra che trovi…

 

Marigliano: quartiere che vai, sagra che trovi…

MARIGLIANO - E’ estate, di giorno la calura opprimente spinge le persone a rimanere in casa, ma fortunatamente di sera al tramontare del sole, le stesse cercano un po’ di refrigerio per le strade della città. Quale miglior occasione per partecipare ad una bella, sana e tipica sagra paesana nella propria città? Ebbene Marigliano oltre a detenere tanti primati, detiene anche quello delle sagre.
E’ una città ricca di iniziative, dove ogni quartiere rione o agglomerato urbano ha la sua sagra. Pennette all’arrabbiata, gnocchi al pignatiello, taralli, patate, zucchine, melenzane e chi più ne ha più ne metta!!! Sia chiaro, l’elenco non è completo, ma non me ne vogliano gli organizzatori se ne ho omessa qualcuna, ma ahimè sono davvero tante. Ragionando sul senso di una qualsivoglia sagra, questa, oltre ad essere celebrativa di una ricorrenza religiosa, dovrebbe essere organizzata e svolta anche con finalità sociali. In sostanza, ciò che viene incassato nelle varie “serate mangerecce”, fatte salve le spese ovviamente, dovrebbe essere utilizzato per rendere un servizio ai cittadini.

Eppure tranne rarissimi casi, tra l’altro poco documentati, il più delle volte i soldi incassati, a detta degli organizzatori (?), servono a malapena a ricoprire le spese. Spulciando un po’ in giro mi risulta che la maggior parte di queste sagre è sponsorizzata da aziende che offrono a costo zero le materie prime per la preparazione dei succulenti manicaretti. I volontari che si prodigano ai tavoli ed alla preparazione, essendo volontari, non sono retribuiti e poi c’è il budget per i cantanti e l’immancabile spettacolo di fuochi pirotecnici. Tutto qui. Mi chiedo qual è l’utilità sociale di avere una sagra in ogni quartiere organizzata per poche centinaia di persone e nella quale spesso viene meno il nesso logico tra i prodotti della sagra ed il nostro territorio? Cos’ è stato fatto di collettivamente utile con gli introiti delle varie sagre e sagrette?

E’ possibile che qualche capo-rione per soddisfare le proprie velleità personali anziché organizzare una cena a casa sua, stimoli le poche anime boccheggianti per l’afa a recarsi a questi pubblici banchetti (tra l’altro non proprio economici), che per quanto mi riguarda non servono proprio a niente. Cerchiamo di fare un passo avanti, cerchiamo di renderle davvero collettive e finalizzate a progetti seri, quali la risistemazione del verde pubblico, l’acquisto di beni per una scuola, l’arredo di un parco giochi. Facciamo una vera “sagra” e le feste fatevele e casa!!!

Avevamo la festa del santo patrono più bella ed apprezzata dell’hinterland nolano, nell’ottica di un rilancio della stessa e d’accordo con l’amministrazione comunale, sarebbe bello vedere riuniti tutti i quartieri e gli organizzatori in una tre giorni di sagra come Dio comanda, da tenersi in concomitanza dei festeggiamenti in onore di San Sebastiano. Tutti insieme al centro della città e soprattutto concentrati nel conseguire un obiettivo, nel realizzare un serio progetto per la cittadinanza. Non disperdiamo le poche energie in velleità personali, le sagre fatte per pochi intimi non giovano proprio a nessuno…o forse si???

Salvatore Vecchione

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