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mercoledì 18 luglio 2012,
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Alenia, ecco come si rimette in sesto una azienda in crisi

 

Alenia, ecco come si rimette in sesto una azienda in crisi

POMIGLIANO - Che l’Alenia-Aermacchi fosse sulla strada del risanamento e dello sviluppo era nell’aria. Basterebbe ricordare come era ridotta fino a qualche anno fa, e come si presenta adesso sul mercato internazionale, nella produzione, nell’organizzazione e nelle relazioni sindacali. Questo non esclude che restano ancora molte, moltissime cose da fare, perché i guasti e i ritardi del passato richiedono un cambiamento radicale ad ogni livello dell’azienda. E bisogna innanzitutto far quadrare i bilanci. Non di meno, occorre rivedere drasticamente il rapporto con alcune industrie private dell’indotto campano, le quali sono incapaci di rinnovarsi ed essere competitive, abituate come sono ai rapporti “amichevoli”.

I risultati della scorsa settimana provenienti dalla fiera internazionale dell’Air Show di Farnborough, e l’intesa stipulata con i sindacati di categoria, non sono sopraggiunti per caso. Sono il frutto del nuovo lavoro, in particolare dell’accoppiata presidente-amministratore delegato, Caporaletti-Giordo, esperienza e gioventù, emozione ed entusiasmo, ma anche di una squadra di dirigenti capaci soprattutto nella produzione, nella progettazione, nell’innovazione, nelle relazioni sindacali. E perché no, nel settore acquisti. Essere riusciti a portare a casa dalla fiera di Farnborough, nuove commesse di lavoro, per circa 610 milioni di Euro, sottoscrivendo contratti di vendita per nuovi velivoli ATr, le cui fusoliere vengono realizzate e assemblate interamente nello stabilimento di Pomigliano, è molto di più di una notizia. È certezza per il futuro dei lavoratori.

Se aggiungiamo che alcune parti della fusoliera vengono prodotte nello stabilimento di Nola, è garanzia dell’Alenia in Campania. Altrettanto importante è l’accordo stipulato con tutti i sindacati, attraverso la concertazione, sul premio di risultato, sui turni e sullo straordinario. Essere riusciti a coinvolgere e tenere uniti i sindacati, con gli obiettivi dell’azienda, in un contesto esterno difficile, di crisi e di confusione totale, per affrontare la riorganizzazione e lo sviluppo, è la prova che siamo davvero di fronte ad una svolta innovativa delle relazioni sindacali. In questo caso occorre riconoscere la sensibilità della Fiom e la sua disponibilità a voler concorrere attraverso il nuovo corso sindacale al processo di rilancio dell’azienda. Non vanno sottaciuti in merito anche le disponibilità dei nuovi dirigenti aziendali, che a differenza del passato, hanno dato prova di stile democratico e di trasparenza nei rapporti, evitando rotture o pseudo-accordi, che avrebbero soltanto determinato una dannosa conflittualità.

C’è chi vorrebbe sostenere che anche in questo caso non sia mancata la mano dell’invisibile e taciturno presidente. Un manager stimato ed apprezzato da tutti, che come è sua abitudine, preferisce il lavoro, i fatti e i risultati agli annunci. C’è da scommettere che egli con l’apporto del nuovo team dirigenziale, dei tecnici , dei lavoratori e dei sindacati riuscirà fra non molto, a far sì che Pomigliano e Nola diventino la Tolosa dell’aeronautica nazionale ed europea. Sempreché la Regione Campania, riesca a fare quel minimo che gli spetta, e che finora non ha fatto.

Vedi tutti gli articoli di questo autore - Andrea America

 
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