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martedì 31 luglio 2012,
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Le lavoratrici ed i lavoratori sono l’asset principale

 

Le lavoratrici ed i lavoratori sono l’asset principale

Nella sua relazione alla 52^ Assemblea degli Associati, il Presidente Mussari ha evidenziato la prospettiva di costruire un nuovo modello di relazioni industriali nel settore. “Abbiamo accettato il confronto, senza pregiudizi, in una situazione certo non facile, ma riteniamo necessario partire da una rinnovata assunzione di responsabilità, sia da parte sindacale che datoriale” – dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea/ Confsal Aleardo Pelacchi.

“E’ necessario scoprire le carte fin dall’inizio, in questa difficile partita, poiché alle banche è affidato un ruolo determinante nel sostegno all’economia reale. Se da un lato è ovvio che, come ogni altra impresa, si perseguano l’efficienza e la redditività, dall’altro non si può dimenticare quale funzione di sostegno hanno sempre svolto e dovranno continuare ad esercitare per lo sviluppo del Paese, per cui, anche il Governo dovrà svolgere un ruolo importante.”
Per meglio comprendere il quadro di riferimento in cui ci si trova ad operare, è utile ricordare i momenti di apprensione vissuti negli ultimi giorni del luglio 2011 quando il Presidente degli Stati Uniti, richiamando al senso di responsabilità la controparte politica, evitò, alla più grande economia del Mondo, l’abisso del default. Pochi giorni dopo lo scongiurato pericolo la crisi del debito sovrano fece sentire i suoi effetti sull’Europa ed in particolare sul nostro Paese. Ricordiamo la lettera della BCE al Governo Italiano (il 5 Agosto), con cui si chiedevano interventi strutturali urgenti per far fronte alla speculazione in atto sul nostro sistema finanziario. E’ trascorso un anno e molti passi sono stati fatti, tuttavia, tra declassamenti e tensioni speculative, il nostro Paese è costretto a rifinanziarsi ancora a tassi insostenibili che finiscono per ritardare quegli investimenti per la crescita che sono indispensabili per contrastare le vere emergenze nazionali che sono rappresentate dai dati sul PIL e dalla crescente disoccupazione.

“Unità Sindacale è pronta ad assumersi le proprie responsabilità – conclude il Segretario di Unità Sindacale – ma occorre subito precisare che i piani di ristrutturazione presentati ultimamente dai grandi Gruppi bancari, che nell’era digitale contemplano il crescente utilizzo dei canali alternativi unitamente alla revisione dei modelli di servizio, non possono riassumersi con il solo intervento sui costi operativi, ovvero, con la dichiarazione di esuberi o peggio paventando il ricorso a processi di esternalizzazione del personale. E’ necessario, piuttosto, comprendere chiaramente cosa si intende effettivamente per razionalizzazione della presenza territoriale, come si torna ad una soddisfacente redditività in un contesto di mercato sfavorevole (alti costi della raccolta e dinamica recessiva), quali politiche di credito attuare, tenendo conto dei vincoli patrimoniali imposti dalle Autorità ed infine, come si intende valorizzare l’asset principale di ogni azienda bancaria, ovvero, le lavoratrici ed i lavoratori”.
comunicazione UNISIN
 

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