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mercoledì 25 luglio 2012,
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Pallavolo, da Napoli verso l'europeo

 

Pallavolo, da Napoli verso l'europeo

NAPOLI - La nazionale italiana Juniores di pallavolo femminile si prepara in vista dell'Europeo, a Cercola. Il commissario tecnico Marco Mencarelli racconta il nuovo ciclo azzurro: "Va detto che queste ragazze non sono le campionesse del mondo – ha specificato il selezionatore -. Questo è un nuovo gruppo, deve ancora cominciare l'attività juniores per queste azzurre. E' una generazione completamente nuova". Il team deve dimostrare di essere all'altezza del precedente collettivo e intanto lavora sodo: "Per quanto riguarda la preparazione siamo al terzo stage, il che già ci proietta verso il sistema di gioco che utilizzeremo durante questa competizione. Siamo rimasti un gruppo abbastanza ristretto di giocatrici. Abbiamo le dodici che presumibilmente partiranno per l'Europeo ed in più un a riserva per ogni ruolo. Siamo in una fase di carico sia tecnico che fisico. Dobbiamo cominciare a mescolare la qualità di gioco con il sistema di allenamento tecnico".

Non solo allenamento ma anche spettacolo e test importanti di preparazione in attesa delle gare che contano: "Come in tutti gli stage che abbiamo fatto finora abbiamo sempre un confronto agonistico – dice Mencarelli -. In questo caso ci toccherà la preparatissima Serbia per ben tre volte. La cosa buona è che ci stiamo misurando contro le squadre più forti del mondo, l'unica che non incontreremo in sede di preparazione sarà la Turchia. Abbiamo comunque incontrato le migliori squadre al mondo, sono tutti ottimi test che ci avvicinano sempre di più al livello di competitività internazionale che serve per far bene all'Europeo".

Si parla poi di pressioni e spunta subito lo scontatissimo parallelo con gli sport "maggiori": "Nella pallavolo non ci sono le stesse pressioni che affliggono gli altri sport, uno su tutti il calcio – ammette Mencarelli-. In questo siamo privilegiati ma solo fino ad un certo punto. Lo spazio che abbiamo per lavorare è una programmazione federale ben precisa. Chiaramente nella pallavolo il peso delle squadre nazionali è superiore a quello dei club e ciò ci permette di avere spazi molto più ampi per la preparazione, cosa che nel calcio e nel basket, per esempio, non esiste. A noi allenatori questo da un enorme vantaggio, riusciamo a preparare un percorso e non solo un gruppo".

L'allenatore della
Nazionale esprime anche una sua riflessione in merito al ruolo del commissario tecnico: "Si può dire che non siamo commissari tecnici ma veri e propri allenatori, nel senso che in due mesi e mezzo di preparazione di una Juniores, o in quattro mesi di preparazione di una Seniores, riusciamo a creare un sistema di gioco nuovo, tecniche nuove, sviluppare le abilità dei singoli giocatori, etc... Sotto questo punto di vista più che un commissario tecnico mi sento assolutamente un allenatore".

Un vero e proprio allenatore che guarda anche a fattori non puramente pertinenti allo sport, ma che a suo dire sono legati: "Non sono tendenzialmente scaramantico ma Cercola in passato ci ha portato fortuna – confessa il selezionatore -. L'essere sportivi è molto connaturato all'essere scaramantici e quindi il contesto campano ci fa molto piacere. Speriamo che la nostra permanenza qua sia di buon auspicio".

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