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Sigismondo Esposito e il “desiderio di scrivere”

 

Sigismondo Esposito e il “desiderio di scrivere”

Sabato 29 ottobre p.v. alle ore 18, presso il salone delle conferenze “SPAZIO DONNA” in Salerno – Piazza Ferrovia, sarà presentato il libro Un giorno qualsiasi col desiderio di scrivere (LER Editrice) del prof.ing. Sigismondo Esposito, vincitore del 1° premio per la narrativa in due Concorsi letterari. Relatori i proff. Luigi Crescibene e Maria Esposito, dirigente scolastica. La serata sarà allietata dalla voce di Marisa De Silva, accompagnata alla chitarra da Paolo Monizzi.

Il libro in parola completa la trilogia comprendente Mons. Nicola Esposito, profilo di un sacerdote memoria di una comunità e Viaggio verso la serenità della vita. Scopo di questa trattazione è “far riflettere l’uomo sulla propria identità culturale e religiosa”. Essa prende, quindi, l’avvio dall’intento di “risalire all’insieme” dei fattori che diedero un tale identità a Mons. Nicola Esposito, uomo di cultura rimasto tuttavia “sacerdote-contadino tra i contadini”. L’autore propone, poi, due opere di Monsignore: la biografia di S,Paolino e Tu es sacerdos in aeternum, offrendone una propria “libera interpretazione”: Paolino appare, così, maestro ideale di Don Nicola, mentre rifulge, insieme, la celebrazione dei ruolo del sacerdote (Paolino e Manzoni sono additati quali paradigmi della visone estetica e spirituale di Monsignore) con l’elogio dell’umiltà e della carità cristiane.

Il capitolo
successivo si anima del fervore eucaristico di alcune indimenticabili figure di docenti di lettere classiche che illustrarono il Seminario Vescovile di Nola, L’autore raccorda il tema della vocazione sacerdotale al romanzo manzoniano e delinea la genesi della cultura di Don Nicola soffermandosi sull’analisi funzionale dei concetti mentali mediante riferimenti al pensiero di Jeremy Bentham e di William James.

Nel capitolo seguente l’immagine di Monsignore rivive attraverso l’omaggio di un illustre allievo, Mons. prof. Andrea Ruggiero, che lo definisce “padrone di tutte le finezze e di tutta l’arte del Manzoni, e lo vede simile a fra Cristoforo nell’esercizio dell’apostolato. La disamina, poi, si amplia fino a temi di respiro corale come il modernismo e l’impegno della Chiesa nel campo del lavoro e della proprietà. La conclusione ribadisce l’elogio della coerenza e del rigore dell’opera di Monsignore, maestro di comportamento ai suoi compaesani.

Un testo,
questo, che ripropone il gusto della narrazione e dell’osservazione morale, già emerso nei due precedenti, ma con maggiore indugio analitico e un più strenuo impegno descrittivo di comportamenti pratici e di processi mentali, come di caratterizzazione psicologica. Lo avvalora una collaudata vis dialettica demolitrice di luoghi comuni, e lo arricchisce la suggestione che scaturisce dalla rievocazione di figure di maestri e letterati interpreti della nostra tradizione umanistica. Lucida e senza enfasi, infine, appare la prosa, sdegnosa di lenocini esornativi, in cui la duttile struttura del periodare e la schiettezza del lessico valgono a rendere vivido ed incisivo un messaggio etico sentito quanto attuale.

Vedi tutti gli articoli di questo autore - Franco Trifuoggi

 
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