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venerdì 25 maggio 2012,
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Marigliano ricorda Padre Michelangelo Longo

 

Marigliano ricorda Padre Michelangelo Longo

MARIGLIANO - La figura del Venerabile P.Michelangelo, discendente della nobile famiglia Longo di Vinchiaturo, vissuto dal 1811 al 1886, è stata al centro del Maggio Mariglianese organizzato dal Comune e dalla Consulta delle Associazioni con la sapiente regìa della prof. Rosa Anna Quindici. A cominciare dal memorabile Convegno – coordinato da Anita Capasso - svoltosi giovedì 17 u.s. presso il Convento di S.Vito con la partecipazione eloquente dell’Arcivescovo Beniamino De Palma e di Padre Luigi Ortaglio, Vicario Provinciale, che ha lumeggiato con un’analisi dotta, chiara e puntuale le diffficoltà, la lentezza biblica e la normativa della causa di beatificazione, l’immagine del frate francescano nostro concittadino è emersa in tutta la sua grandezza spirituale, efficacemente ribadita nel suo riverberarsi nella vita di ogni giorno dall’incisivo intervento del discendente dott. Fulvio Longo, dedicato alla rievocazione di aneddoti ed episodi oggetto di tradizione orale familiare, alcuni dei quali talmente straordinari ed inspiegabili da avvalorare la fama di santità.

La figura di P.Michelangelo rifulge anche nella pregevole opera di scultura realizzata da Giuseppe Tullio, presentata per l’occasione in una con la plaquette consacrata alle opere e ai giorni di Lui: una lucida rassegna biografica, con un vivido ritratto psicologico, tracciata da Vitaliano Sena; ed una interessante e puntuale descrizione del Suo oratorio come della devozione dei fedeli e della fama che Lo accompagnò in vita, scritta da Antonio Esposito. Una pubblicazione arricchita da due ritratti del frate, opere rispettivamente di Maria Rosaria Nappa e di Francesco Giraldi, che riesce utilissima a chi voglia acquisire una prima informazione sulla figura del Venerabile.

Così come è fondamentale il volumetto, edito nel 1993 e dovuto alla penna limpida e suadente di Emilio Sena, Padre Michelangelo Longo frate francescano, ricco di dati biografici, di accenni ai doni soprannaturali da Lui posseduti (estasi, bilocazione, profezia, capacità di scrutare i cuori), di ragguagli sull’impegno profuso specie in anni di “lacerazioni profonde” del tessuto sociale, religioso e politico: qui Egli ci appare instancabile nell’opera di rinvigorimento delle coscienze, di restauratore della disciplina della vita claustrale, di “santificazione personale” e di quella degli uomini del suo tempo, di “consigliere spirituale di anime elette”, avvezzo a vivere concretamente la povertà, la castità e l’obbedienza, e a sottoporsi a un regime di ”penitenza durissima” (lo attestano le reliquie esposte a S.Vito), ove riposano le sue spoglie. Ed è inteso ad accompagnare nel cammino “verso la divina unione” le anime anelanti ad essa l’unico scritto da lui pubblicato, La scuola dei veri amanti, opportunamente riproposto qualche anno fa ai lettori da P.Rufino Di Somma.

Particolarmente edificante e suggestiva la celebrazione di sabato 19: a S.Nicola, sullo sfondo della Cappella della famiglia Longo, nella via S.Antonio gremita di fedeli di ogni età, con il concorso di autorità civili, religiose e militari, parimenti assorte nell’ascolto della Santa Messa e della mirabile e avvincente omelia del Vicario generale don Lino D’Onofrio, coronata dalla benedizione dell’edicola realizzata da Pasquale Esposito e donata da Mons. Sebastiano Bonavolontà: uno spettacolo eccezionale di fede e di ascolto devoto, come di silenziosa compostezza nella visita della Cappella che fu oratorio di P.Michelangelo, ed è particolarmente cara ai fedeli di S.Nicola.

L’auspicio che il commovente fervore di questi momenti di grande spiritualità suscita è che il popolo di Marigliano, finora in parte ignaro o dimentico della eccezionale testimonianza di fede di questo suo concittadino, sappia far tesoro del Suo esempio luminoso per rendere più concreta ed operante la sua sensibilità religiosa, più fervido il proprio amore verso Gesù, riverberandolo nell’amore per il prossimo. Che i bagliori di cielo che hanno illuminato quelle giornate non si dissolvano nelle nebbie dell’oblio o dell’indifferenza; che la fragranza di santità diffusa da quegli incontri non resti soffocata dai miasmi dell’egoismo e del materialismo, e valga ad immunizzarci dal contagio di un’invalsa tendenza ad estromettere Dio “dalle famiglie, dalle scuole, dalla cultura, dal lavoro, dai mass media, dalla politica, perfino dalla storia dell’Europa”.

La lezione di P.Michelangelo è, infatti, preziosa nel ricordarci – con Giovanni Paolo II – che “non è possibile separare Cristo dalla storia dell’uomo”. La grande risorsa spirituale del magistero e dell’ideale presenza tra noi di un concittadino ricco di virtù eroiche è, quindi, un incentivo ad affidarci a Lui perché ci assicuri la Sua protezione e ci aiuti ad aprire il nostro cuore a Dio, nella scia del forte appello pronunciato da Mons.Bonavolontà; mentre ci induce ad indirizzare le nostre assidue preghiere al Signore perché quanto prima si concluda felicemente il processo di beatificazione: preludio di quella canonizzazione che potrà donare a Marigliano la gioia di invocare come Santo, accanto ai suoi Compatroni, il suo figlio Padre Michelangelo Longo.

Vedi tutti gli articoli di questo autore - Franco Trifuoggi

 
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