 CASAMARCIANO - Proseguendo in un’ ampia attività d’indagine precedentemente avviata, a conclusione di un servizio teso al ferreo contrasto dei reati ambientali, I carabinieri del Norm della Compagnia di Nola del Capitano Andrea Massari, coadiuvati dai loro colleghi del Noe di Napoli - dopo aver dopo aver controllato una cava di proprietà di una società di calcestruzzi , già sequestrata il 21 aprile 2006 dalla Polizia Municipale - hanno denunciato M.L., classe 1971, residente in Mercogliano (AV), amministratore della predetta società, per aver realizzato due vasche di cemento armato (una lunga mt. 14,50 e larga mt. 4,30 e l’altra lunga mt. 21,80 e larga mt. 4,70) facenti parte di un sistema di decantazione di acque reflue industriali provenienti dal dilavamento degli inerti e dei mezzi d’opera, un impianto di betonaggio e uno di miscelazione di inerti, risultati totalmente abusivi e costruiti in assenza delle previste autorizzazione.
L’uomo è stato deferito alla magistratura anche per aver realizzato e gestito una discarica abusiva. Nel corso dell’operazione i militari dell’Arma hanno rinvenuto, all’interno di un’area di pertinenze della cava, rifiuti speciali pericolosi, quali rottami ferrosi, materiali gommosi e numerose parti meccaniche di automezzi e veicoli in disuso, tutti depositati direttamente sul terreno. I rifiuti e l’intera area di 2.000 mq. adibita a discarica non autorizzata sono stati sequestrati. I beni sottoposti a sequestro hanno un valore pari a 500mila euro circa.
L’operazione segue quella della serata dell’08 luglio 2010, quando i carabinieri del Norma con il supporto del Noe, hanno denunciato lo stesso uomo per furto aggravato d’acqua, insieme a 31 persone, tutti dipendenti della citata società, poiché responsabili di violazione di sigilli della parte del cantiere già sottoposta a sequestro. In particolare, nel corso delle operazioni è stato accertato che alla condotta idrica in uso alla cava, nella parte preliminare rispetto al contatore che registra i consumi, era stata applicata abusivamente una doppia diramazione di tubi con due rubinetti che alimentavano una fontana posta all’interno dell’officina meccanica ed un’altra posta all’interno degli spogliatoi dei dipendenti della predetta società, che i predetti operai parcheggiavano le proprie autovetture all’interno di un edificio insistente all’interno della cava in questione e già sottoposto a sequestro in data 21 aprile 2006 dalla locale Polizia Municipale. |