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    REDAZIONE a Marigliano
    13-05-2008 ore 00:20 Stampa Articolo
    Redazione

    MA DA COSA È INQUINATO IL "TRIANGOLO DELLA MORTE"?

    MA DA COSA È INQUINATO IL "TRIANGOLO DELLA MORTE"? Nessuno, allo stato attuale può dare una risposta esaustiva a questa domanda! L'ASL, attraverso le analisi svolte dall'ARPAC dice intanto che su questi campioni di frutta e verdura i valori di Cadmio e Piombo sono entro i limiti di legge….e noi siamo contenti, ma non ci accontentiamo.

    Provare invece a dare una risposta alla domanda iniziale significa affrontare in maniera seria e scientifica il problema dell'inquinamento del nostro territorio, capovolgendo a mio avviso la questione: prima di effettuare qualunque tipo di analisi su esseri viventi o prodotti alimentari, bisogna capire quali sono gli inquinanti presenti nelle nostre terre.

    Infatti, per capire il concetto, procedo con un assurdo (fino a prova contraria…): se nelle nostre terre fossero stati sversati,interrati e abbandonati rifiuti contenenti Cromo e Arsenico, le analisi fatte dall'ARPAC sarebbero state completamente inutili, perché hanno ricercato solo Piombo e Cadmio.

    La cosa che veramente serve oggi per capire lo stato di salute di questo territorio, è dunque un piano di caratterizzazione delle matrici suolo, sottosuolo, acque sotterranee (falda) e per alcuni siti particolari (ne cito alcuni: Vasca, Masseria Verduzio, Torretta) anche quello dell'aria.

    Ma cosa si intende per caratterizzazione? "La caratterizzazione rappresenta le indagini (sondaggi, piezometri, analisi chimiche etc.) condotte in un sito contaminato o ritenuto potenzialmente tale, il cui scopo principale è quello di definire l'assetto geologico e idrogeologico, verificare la presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle acque e sviluppare un modello concettuale del sito." tratto dal sito web dell'APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici).

    Il nostro territorio ha la peculiarità di avere una diffusione di siti contaminati (tenendo conto di quelli censiti e senza considerare quelli non ancora scoperti) tale da poter essere assimilato ad un unico grande sito da bonificare. Ma, prima di parlare di bonifica di un sito contaminato, bisogna eseguire la caratterizzazione di quel sito, e per fare questo devo sapere quali sono le attività svolte su quel sito che abbiano potuto contaminare le matrici ambientali; esempio, se tratto un'area su cui vi era un distributore di carburanti (sembra strano, ma anche queste sono aree che si bonificano), so che molto probabilmente i miei inquinanti saranno idrocarburi (da sversamento diretto, da lavaggio di cisterne etc).

    Purtroppo nel caso di Marigliano e zone limitrofe noi sappiamo che, a parte l'impatto provocato dalle attività agricole e industriali, queste terre sono state oggetto di sversamento e interramento di rifiuti di vario tipo, di cui si ignora la vera natura; prendiamo ad esempio uno dei "prodotti tossici" più comuni delle nostre campagne, le cosiddette "scorie di fonderia": con questo termine generico si individua il processo che ha creato il rifiuto ma non la sua composizione che può essere svelata solo da analisi specifiche: è lecito chiedersi se sono state mai fatte analisi ad hoc.

    Allora quello che i cittadini e gli amministratori devono chiedere è un accurato piano di caratterizzazione del territorio, che deve assolutamente precedere qualunque discorso di bonifica o di screening; Solo quando queste indagini saranno state portate a termine, noi sapremo se e da cosa è inquinato il nostro territorio e gli eventuali inquinanti potranno poi esser ricercati nella catena alimentare (frutta, verdura, prodotti caseari e animali).

    Qualunque altra azione, isolata e slegata da un piano generale descritto prima, non farà altro che aumentare lo scetticismo e la diffidenza della popolazione, permetterà ai soliti noti di guadagnare soldi pubblici stanziati per le bonifiche e consentirà a qualche politico/ amministratore di dichiarare che "Marigliano sarà la prima città ad essere bonificata".

    Ovviamente l'obiezione a questa proposta, anzi direi a questo diritto di tutti i cittadini, è: ma quanto costa la caratterizzazione di un territorio come Marigliano?: a questo io rispondo con una domanda: quanto costa la vita di un bambino, di una donna o di un uomo che tutti i giorni si trovano a combattere con qualcosa di ignoto e da cui non possono difendersi?

    Salvatore De Riggi

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