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BRUSCIANO
07-02-2010 ore 23:37

da Brusciano

Politica e Magistratura

Politica e Magistratura

Sono anni che in Italia si parla di riforma della giustizia. Non c’è campagna elettorale in cui non si parli di riforme nel nostro paese. Tutti chiedono certezza della pena e tempi ragionevoli del processo.
Intanto ci si impantana sempre di più al centro della palude, in uno spazio intermedio, dove il potere politico si scontra con quello giuridico.
Ognuno rivendica la giustizia a misura delle proprie esigenze. Tutto si muove purché nulla cambi, esempio impareggiabile di inerzia, specchio, di archeologia industriale del riformismo.

I giudici difendono la loro indipendenza, autonomia; gli avvocati utilizzano lo sfascio per campare e i politici vogliono la giustizia per secondi fini: prima o poi si arriverà alla morte della convivenza sociale. E ancora una volta i primi a pagare sono i cittadini!
Per quanto il popolo italiano sia lavoratore, ingegnoso e laborioso, non può essere il materasso di assorbimento, non può resistere a tutti i mali.
Ormai il paese è diventato terreno di lotta di magistrati e politici, dove entrambi difendono il loro potere. La causa scatenante, la chiave di volta di questo campo di battaglia è lo sconfinamento dei giudici in politica.

Negli ultimi anni molti giudici, inquisitori del potere politico, hanno avuto molta visibilità televisiva, subendo una metamorfosi: da magistrati sono divenuti politici (con l’eccezione di coloro che, in silenzio, lavorano per combattere un male endemico della nostra società, la malavita organizzata). Oggi, infatti, assistiamo a una forte commistione tra magistratura e politica; tanti giudici e ex, siedono nel parlamento italiano, cadendo fortemente in contraddizione: prima inseguono i politici nell’esercizio delle loro funzioni, e poi accarezzano l’idea di sostituirsi agli stessi e fare politica attiva, lasciando la toga ed entrando alla corte dei leader politici per un posto in parlamento.

Nel contempo i partiti fanno la corsa all’accaparramento nelle proprie liste per assoldare quanti più magistrati possibili, a testimonianza e a garanzia della loro integrità morale.
Chiedo a tutti gli uomini della cultura, ai costituzionalisti, politologi, e agli opinionisti: i cittadini italiani possono avere fiducia e dormire tranquilli in un paese dove l’impianto giudiziario non è all’altezza delle sfide del tempo e la politica non è più garante del bene comune, ma solo dell’interesse personale?


Giuseppe Negri – Brusciano
 


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