MARIGLIANO – Pochi concittadini sanno che a Marigliano in località “Santa Barbara”, nei pressi dell’omonima via, da tempo è esposta un’opera ascrivibile al grande Futurismo Italiano. Di autore ignoto e di pregiatissima fattura, è in esposizione permanente almeno da 15 anni. L’artista, sicuramente cresciuto presso la bottega di qualche grande fututrista dell’epoca (c’è chi dice Umberto Boccioni, qualche altro suppone Giacomo Balla), con tale opera ha voluto esprimere il disagio interiore che si manifesta nell’uomo durante i periodi di pioggia intensa. L’opera posta a difesa di una dimora cittadina (nel dettaglio l’abitazione posta a piano terra, con affaccio proprio su Via Santa Barbara) oggi serve a segnalare la presenza di “pozzanghere”, in caso di eventi piovosi, nei pressi della dimora stessa. Con il suo stile slanciato, come un braccio che si protende verso la strada, dà l’impressione di voler segnalare agli automobilisti e/o pedoni un pericolo.
Per certi versi, in alcune sue sfumature, soprattutto nel colore rosso/arancione acceso, sembra quasi evocare l’Urlo di Munch con chiari riferimenti ai sentimenti di angoscia, disperazione e smarrimento. Ritornando ai “futuristi” secondo la definizione della Treccani “L’architettura doveva caratterizzarsi per dinamismo di masse (grattacieli, costruzioni a gradoni, con piani inclinati, corpi in aggetto, molteplicità di punti focali nella visione prospettica, linee ellittiche e oblique lontane dallasimmetria classicamente intesa), per colori forti e per il movimento degli impianti tecnologici e di trasporto veloce che collegano e attraversano gli edifici (ascensori esterni, strade sospese, ponti ferroviari, passerelle aeree). L’utopia futurista è una città in perenne mutamento, agile e mobile, enorme cantiere e conurbazione multilivello, interconnessa e integrata”.
L’opera rappresenta in pieno la staticità della nostra amata città, soprattutto quella dell’ultimo trentennio. La metafora della sua eterna esposizione, immortalata anche da Google Maps (basta riportare le seguenti coordinate 40°56’04.4″N – 14°27’37.1″E oppure 40.934556 – 14.460306), invoca da un lato pietà e misericordia, dall’altro vendetta. Soprattutto nei confronti di chi, nel corso degli anni, non ha né saputo né voluto porre fine ad uno squallore: l’allagamento di quel tratto di strada in caso di piogge copiose, ma soprattutto il disagio cui la dimora è sottoposta (acque bianche e/o acque pluviali e/o acque meteoriche). D’altronde si sa “Santa Barbara” è la santa che rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c’è alcuna via di scampo. E’ stata eletta, infatti, patrona dei Vigili del Fuoco, architetti, marinai, armaioli e minatori. Invocata contro tuoni, fulmini, fuoco ed esplosioni. Se hai a che fare con il fuoco o con il mare, “Santa Barbara” è la tua protettrice. Quindi il destino dell’opera e dell’area è segnato!
Credo sia lecito chiedersi: la risoluzione di tale problematica comporta la commissione di un faraonico progetto, alla stregua del Ponte sullo Stretto? La risoluzione a tale problematica comporta l’esecuzione di lavori di complicata fattura? Facendo la lista della spesa dal “salumiere” servirebbero: uno scavo di circa 20 ml con posa in opera di una condotta da DN 200/400 in PVC e di un griglia per la raccolta delle acque bianche, con sbocco nella “cunetta”, codesta sconosciuta, (vocabolo oramai in disuso che sta ad indicare un piccolo canale praticato di fianco rispetto alla carreggiata stradale), tra l’altro già presente, se non fosse per il fatto di essere completamente interrata, lungo Via Santa Barbara per il tratto posto a ridosso dell’incrocio con Via Nuova del Bosco. Alla lista della spesa va aggiunto anche il ripristino della stessa. Costo complessivo stimato, secondo l’elenco prezzi LL. PP. Regine Campania 2024, meno di € 25.000. Ricordo che il D. Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 consente l’affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150.000€.
La ditta e il “masto” di turno possono essere tranquillamente contattati per una “somma urgenza”. Sicuramente una soluzione tampone ma di rapida esecuzione, con un costo a carico dell’amministrazione non elevato, nelle more di una sistemazione urbanistica più decorosa che l’area meriterebbe in toto (asfalto e marciapiedi, minimo sindacabile). Probabilmente se ciò fosse effettivamente realizzato l’opera non sarebbe più esposta liberalmente al pubblico e l’arredo urbano dell’area perderebbe quel fascino acquisito nel tempo. Attendiamo le future amministrazioni (ricordo che si vota il 25 e 26 maggio prossimi), tasto dolente quest’ultimo visto le vicende in essere.
Riguardo quest’ultimo argomento qualche nome già circola, ed il fatto stesso che probabilmente a scendere in campo ci siano anche dei tecnici, la cosa fa ben sperare. Qualora, invece, qualche acquirente anonimo si proponga per l’acquisto dell’opera per arricchire la propria collezione privata, e poi, eventualmente, concederla in esposizione a qualche famoso museo internazionale di arte moderna, la cosa potrebbe prendere una piega diversa. Christie’s e Sotheby’s sono avvertite, ma anche “Santa Barbara”, speriamo, faccia la sua parte. Per dirla alla Tancredi Falconieri “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” – da IL GATTOPARDO di Tomasi di Lampedusa – 1958.
Domenico Renella


