L'opinione

Marigliano, Comunali 2025: tutti alle urne!

Di Domenico Renella

Marigliano comune
- Foto d'Archivio

 MARIGLIANO –  Tanto tuonò che alla fine piovve” commentò Socrate quando sua moglie Santippe gli rovesciò addosso dalla finestra una secchiata di acqua fredda al culmine di un furioso litigio!! Una locuzione questa che, visti gli ultimi avvenimenti politici mariglianesi, induce alla prudenza e a non ignorare gli avvertimenti. Dopo svariate leggende locali, candidature presunte o mancate, colpi di scena di un’opera pirandelliana itinerante cui tutti abbiamo assistito, sabato 26 aprile 2025 alle ore 12:00 si sono tirate le somme.

Finalmente si conoscono i candidati. Sono tre, con altrettanti schieramenti. Tre come il numero perfetto. Tre come la trinità assoluta. E già questo ci fa capire cosa ci aspetta! Ai nastri di partenza ci sono:

  • centrosinistra, formato dal Partito Democratico, Azione con Calenda, Per Marigliano, Impegno Civico e Insieme, con il Gaetano Bocchino candidato SINDACO;
  • quello cosiddetto di centro destra, invece, è formato dalle liste Paolo Russo Sindaco, Il Centro tempi nuovi per Marigliano, Oggi Paolo Russo Sindaco, Fare Democratico, La Città che Vogliamo e Fratelli per Marigliano, con il dott. (già on.) Paolo Russo candidato SINDACO;
  • una terza forza, che si affaccia per la prima volta nel panorama politico mariglianese, Cambiamo Marigliano, con Ciro Panariello candidato SINDACO.

Tre candidati sindaci.  Dodici liste. Cento novantadue candidati a consiglieri comunali. È tutto molto bello ed è tutto molto sobrio. A tutto questo sperpetuo si è arrivati dopo settimane di inciuci, epurazioni, ripensamenti, ritorni di fiamma, e perché no, accordi “bonari” che hanno ben delineato le figure dei candidati. Ovviamente il preteso falso decreto della Real Marina Borbonica all’art. 27 trova, come sempre accade, facile applicazione.

Nel centro sinistra l’attore protagonista, suo malgrado, è il candidato sindaco dott. Gaetano Bocchino, Responsabile degli Enti Locali della Federazione Metropolitana del PD di Napoli, scelto direttamente dalla Segreteria PD Provinciale e Regionale. Il rigurgito del vecchio accordo del 2020 che portò a un governo locale definito di “salute pubblica”, tra centro sinistra e centro destra, ha provocato molti scombussolamenti, ed ha evidenziato una confusione, a tratti mistica e miope, nelle scelte del candidato Sindaco e dei consiglieri delle varie liste. A tutto questo fanno eco anche le dimissioni del segretario cittadino del PD, dott. Antonio Sullo, che in maniera critica lascia il suo incarico. Mi preme sottolineare un passaggio del suo discorso di addio riferito al vecchio alleato “…. Valido sodale nella tempesta, figlio reietto nelle giornate di sole?  ….”.

Ordunque checché se ne dica, questo estratto del discorso di addio, rappresenta una lucida e chirurgica attestazione dello stato di fatto. Tesi, quest’ultima avvalorata dal fatto che, il sindaco sfiduciato uscente, voglio ricordare agli elettori, ha corso con il simbolo del PD. Lo stesso PD che oggi rinnega sé stesso!! Vorrei capire ma non capisco. Chissà a chi sarà dato l’onere e l’onore di vestire le vesti di “Camerlengo” per presiedere e amministrare la sede vacante. Nelle liste che appoggiano Bocchino ci sono poi gli stessi che hanno portato alla sfiducia la passata amministrazione (sempre a marchio PD), ci sono ritorni di pezzi da 90, mancati candidati sindaci perenni, mogli di, mariti di, figli e nipoti, società civile, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, c’è chi esce dalla porta ed entra dalla finestra.

Nel centro destra le cose sono simili ma assai diverse. Innanzitutto, non c’è nessun nome imposto da alcuna segreteria politica provinciale, regionale e nazionale. L’attore protagonista è il dott. (già on.) Paolo Russo, medico e politico di lungo corso. Finalmente all’evento in cui l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences annuncia le “nomination per i premi Oscar”, dopo svariati decenni passati nel ruolo di sceneggiatore e attore non protagonista, il dott. Paolo Russo viene investito ufficialmente con la candidatura da Regista e Attore Protagonista. Lo appoggiano cinque liste, tra cui quella degli ex naufraghi che hanno abbandonato la nave del PD e che si sono riuniti in una lista che con il PD ha solo in comune la parola DEMOCRATICO. Ci sono anche ex assessori, oltre a qualche vecchio consigliere fermo ai box nella passata tornata elettorale. Una lista che a occhio e croce, secondo qualcuno, già conta oltre duemila voti. Nell’uno e nell’altro schieramento ci sono poi i “candidati esperti” che rivestono il ruolo di consigliere comunale già dal luglio del 1990 con l’Avv. Antonio Jossa sindaco (luglio 1990 – settembre 1992).

Con grande piacere e sorpresa, non solo mia, c’è anche un terzo schieramento con Ciro Panariello candidato SINDACO. Un outsider che potrebbe catalizzare i voti di protesta e di opinione, o magari una scelta di rottura necessaria per costruire un futuro migliore per Marigliano. Chapeau al coraggio e all’intraprendenza!!!! Visto lo storico periodo che stiamo passando, dopo la guerra in Ucraina, i dazi di Trump, la morte di papa Francesco, mancavano solo le elezioni a Marigliano. Se da un lato il centro sinistra ha deciso di non dare seguito al governo di “salute pubblica” (sono sempre in attesa che qualcuno mi spieghi cosa significa, manco stessimo in guerra o in una nuova pandemia), dall’altro il centro destra nelle ultime settimane ha sfoggiato il meglio di sé con conclavi perenni presso rinomati hotel locali, passeggiate (“vasche”) serali e coffe break in dosi massicce. Se la regola vuole che durante un conclave chi entra da papa esce da cardinale, lo stesso vale per le elezioni a Marigliano: chi si candida a SINDACO a volte diventa consigliere. La leggenda vuole che tutti i Presidenti del Consiglio Comunale, ad oggi, non siano mai riusciti a diventare sindaco. Tutti gli ultracinquantenni non hanno concluso il mandato negli ultimi 34 anni (nove commissari ricordo). Nessun quarantenne negli ultimi trent’anni (e più) è stato eletto sindaco.

C’è da dire anche che quest’anno la lotta è ancora più aspra. I consiglieri da eleggere sono 16 e per governare la città ce ne vogliono almeno nove (la proporzione dovrebbe essere 11 a 5). Va considerata anche l’opzione “anatra zoppa” che, ovviamente, il nostro comune ha già assaporato con conseguenze nefaste. Sulla carta l’onorevole Paolo Russo è il favorito, probabilmente anche al primo turno. Ma non è detto! I due schieramenti principali devono fare i conti anche con i falsi scudieri. Coloro che si autoproclamano elettori fedeli ma che poi conservano “’o serpe rint ‘o manecone” come si dice a Napoli. Chi per anni ha camminato con macigni nelle scarpe, a capo chino in ossequioso e religioso silenzio avrà servito su di un piatto d’argento la vendetta perfetta!! Credetemi, non sono pochi! Oramai da giorni si assiste a consigli comunali itineranti, orde di elettori che portano in processione i loro big: mancano solo le reali vestige, la tiara papale e in sottofondo canti apotropaici.

Ovviamente non tutti lo fanno sia ben chiaro. Ma la vivacità che questa città mette in mostra nei periodi elettorali è degna di cronaca. Addirittura, si ripopolano balconi con affaccio su pubbliche piazze, serrati da anni, quasi a voler emulare le gesta del “Cardinale Protodiacono”, il primo dei Cardinali diaconi che affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, pronuncia la formula “Habemus Papam” (nel nostro caso “Habemus SINDACO”). Adesso la pace regna sovrana. Tutti i candidati utilizzano slogan ad effetto: è tempo di cambiamento, una scelta sofferta, una valida alternativa, il dovere di candidarmi, a disposizione per la mia città. Quasi a ricordare a tutti gli elettori il sacrificio cui si stanno sottoponendo. Non c’è l’obbligo di candidarsi, lo ricordo a tutti, a meno che non ci sia una valida prescrizione medica! Ricordo anche che fino a prova contraria gli elettori, nel bene e nel male, a torto o a ragione, hanno sempre svolto il loro dovere. Semmai è la controparte che negli ultimi 34 anni è venuta sempre meno al suo mandato. Pertanto, per favore, cercate di non caricare l’elettorato di ansia da prestazione.

Il futuro sindaco, chiunque esso sia, pensi a governare bene la nostra città ma soprattutto cerchi di portare a termine il suo mandato. Non si commetta l’errore di sottovalutare l’elettore: la sua volontà va sempre e comunque rispettata!!! Si vota il 25 e 26 maggio 2025 con eventuale ballottaggio 8 e 9 giugno 2025 (in concomitanza dei referendum). Voglio ricordare che le sezioni elettorali dalla n. 1 alla n. 5 (centro), salvo imprevisti, verranno spostate presso il Liceo Colombo in quanto il palazzo scolastico è in ristrutturazione. Lo stesso vale per le sezioni n. 13 e n. 14 (Faibano per intenderci) verranno spostate alla Dante Alighieri in Via San Francesco. Questo “sbandamento” per l’elettore non è cosa da poco. Generalmente la storia vuole che l’andamento delle elezioni sia dettato dalle sezioni del “centro cittadino”. Lausdomini rimane frazione determinante insieme a Pontecitra.

Ma quest’anno lo scontro duro si avrà a Faibano: in questa frazione solo tre candidati sommano più di mille voti tra l’uno e l’altro schieramento. Un bagno di sangue. Per qualcuno l’idea e la volontà di vincere al primo turno è molto forte, ma tutti i candidati dovranno fare i conti con un altro elemento imprevedibile: se il campionato di serie A di calcio continuerà ad avere questo andamento, il Napoli si giocherà lo scudetto proprio all’ultima giornata di campionato. Il giorno 25 maggio allo Stadio Maradona con il Cagliari alle ore 15:00 come da calendario (salvo spostamenti). Ovviamente, come è giusto che sia, l’attenzione del tifoso elettore si sposterà sul IV scudetto, e le elezioni, gioco forza, passeranno in secondo piano (sobrietà permettendo). Qualora poi si vada al ballottaggio la concomitanza dei referendum potrà fare alzare il quorum degli elettori, e le vittorie scontate non saranno più tali. Concludo questo excursus permettendomi di dare qualche piccolo suggerimento al futuro sindaco. Come primo atto della nuova amministrazione, suggerisco di:

  • Istituire il nuovo assessorato alle “varie e eventuali” con lo scopo di gestire tutti gli imprevisti cui andrà in contro, e in maniera particolare, la gestione delle deleghe. Non si dia la parvenza di voler gestire un CONDOMINIO. Si deve gestire il MUNICIPIO e la CITTÀ in nome e per conto di una comunità che ha espresso la propria volontà mediante il voto, che è ben altra cosa!
  • Istituire un “ufficio per le dimissioni sospese”. Basta anche un gazebo nel cortile del municipio con un registro dove apporre i propri autografi. Ogni consigliere eletto nella futura maggioranza, a suo piacimento, se e quando lo riterrà opportuno, lascerà la propria firma “sospesa” quale atto di sfiducia verso il neosindaco. A cadenza settimanale un notaio del Distretto notarile di Napoli, Torre Annunziata e Nola, avrà l’incarico di verificare la loro veridicità. Quando le firme raggiungeranno il numero congruo il SINDACO ne prenderà atto e si dimetterà. Tutto alla luce del sole. Senza ricatti e senza minacce. In questo modo evitiamo di svilire le sacre istituzioni, come il CONSIGLIO COMUNALE, con inutili proclami e sceneggiate napoletane (Mario Merola ha fatto scuola).
  • Una città ha bisogno di servizi. Ha bisogno di verde pubblico, piste ciclabili, aree pedonali, un centro storico vivo, strade nuove e mobilità sostenibile, digitalizzazione. Ha bisogno di decoro e igiene urbano. Una città deve essere sicura e dinamica. Tutte cose basilari per renderla vivibile. Una città non si mantiene solamente con betoniere, mulazze e cardarelle.

Spero di non aver tediato nessuno. In bocca al lupo a tutti i candidati e soprattutto andiamo a votare. D’altronde vince, si sa, chi prende più voti. Lo dicevano anche i Beatles “Only I need is the vote!!!

 

Domenico Renella