Il chiarimento

Marigliano, in merito all’appello “Girare pagina” del 22 marzo 2025

Di Don Vincenzo Miranda

Marigliano comune
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – ” Desideravo esprimere – a titolo personale – un chiarimento in merito all’appello/comunicato congiunto (“Girare pagina” del 22 marzo), firmato e sottoscritto dalle parrocchie e dalle associazioni che operano su Marigliano, ma soprattutto ad alcune reazioni che esso ha suscitato. Da parroco di una delle comunità parrocchiali di Marigliano (Faibano), ho ampiamente condiviso e sottoscritto tale appello, poiché esso aveva come fine, soltanto (!) il desiderio di esprimere un invito ai futuri candidati alle prossime amministrative che si terranno a maggio prossimo, di adoperare criteri e scelte differenti da quelle adoperate in passato, sulla modalità di condurre campagne elettorali, sul solito criterio di perseguire cariche e “poltrone” piuttosto che progettare alleanze e schieramenti realmente efficaci ed efficienti per il bene comune di cittadinanza e territorio.

Lo scopo di tale comunicato non aveva (e non ha!) alcun obiettivo di parte, per tirar la volata a questo o quell’altro schieramento e ancor meno, a questo o a quell’altro candidato! Purtroppo, come spesso e sovente succede, l’elemento comunicativo viene mal interpretato o distorto, cavalcando umori di pancia (dai cosiddetti “leoni da tastiera”) che non si degnano neppure di leggere il senso di certe parole. Ancor meno, viene strumentalizzato per obiettivi di parte senza costrutto.  Rispondendo a titolo personale (anche se credo di incarnare i sentimenti di tanti confratelli, del territorio e non), oltre che come parroco di una comunità cattolica del territorio, anche come cittadino, a commenti scaturiti da tale comunicato, ricordo innanzitutto che i sacerdoti, prima di rivestire tale ruolo, sono cittadini come tutti e come tali hanno il diritto civico (oltre che morale) di esprimere il proprio parere e pretendere che si lavori (tutti!) per il bene comune del territorio e della comunità (credente e non!).

Il nostro comunicato ha espresso solo un desiderio, che è poi un comune sentimento di tutta la cittadinanza, che cambino le modalità di vedere la campagna elettorale con le solite forma mentis da sempre usate e che non hanno certamente prodotto giovamento. Chi mi conosce sa benissimo che ho sempre rifiutato in modo fermo e netto ogni forma di strumentalizzazione di ciò che appartiene alla sfera del “Sacro”, in particolare, quelle richieste di sostegno a questo o a quel candidato (compreso amici e parrocchiani) o a questa o a quell’altra lista! “Amicizia e dialogo con tutti, sostegno a nessuno!”. È inaccettabile leggere commenti con la solita spocchia generalizzatrice, di una Chiesa e di parrocchie ritenute centri di potere o peggio ancora, “covi di mafia!”. Generalizzare per antipatie o scelte personali, è lecito fino al punto in cui queste affermazioni non ledano (con calunnie e diffamazioni!) scelte di vita (come l’appartenenza al Credo cattolico) di tante persone (sacerdoti e semplici credenti, senza dimenticare che tali affermazioni vanno dimostrate coi fatti oggettivi, altrimenti, sono passibili di conseguenze penali).

Spiace leggere tali commenti – e lo dico con molta serenità – invitando chiunque ad un confronto sereno. Inoltre, ripeto ancora, il comunicato da noi sottoscritto non aveva alcun fine di parte. Se poi, nello scenario politico mariglianese entrano in gioco forze politiche o movimenti di ispirazione cattolica, questo non dà luogo a pretese di manifestazioni pubbliche di schieramento, quantomeno da parte dei parroci. Mi conforta il fatto che la voce cattolica sia ancora considerata influente per le coscienze dei cittadini, ma tali “pretese” (oltre che poco oneste intellettualmente) di “schieramento esplicito” della Chiesa, sembrano manifestare il timore esclusivo di “perdere consensi elettorali “.

Roba e pensieri vetusti, roba d’altri tempi, da clima da “guerra fredda” o da “Prima Repubblica”, da caccia alle streghe!”. Oltre all’anacronismo di tale retro-pensiero (di epoche in cui il dibattito etico e contenutistico della politica erano di ben altro spessore, rispetto a quello attuale), si dimentica che un certo modo di fare politica negli ultimi anni, non ha fatto e non ha portato grandissimi risultati alla cittadinanza e al territorio. E gli esiti sono sotto gli occhi di tutti! Perciò, personalmente, respingo sdegnatamente certe affermazioni e certi comunicati in risposta al nostro comunicato e ribadisco l’augurio affinché a Marigliano, prescindendo dalle persone e dalle liste, si spendano energie elettorali per tornare davvero a ricercare il “bene comune” al servizio della Polis, in cui tutti (istituzioni civili, Chiesa e altre confessioni religiose, agenzie educative e semplici cittadini, credenti e non) possano sentirsi partecipi di un presente e di un territorio migliore da consegnare alle future generazioni.  Marigliano è terra nobile di cultura, arte e storia e la stragrande maggioranza dei suoi cittadini è gente semplice e laboriosa.

Ad essi e agli aspiranti futuri amministratori, l’augurio affinché riescano  sempre a valutare e discernere le scelte migliori per il bene di tutti e non per interessi di parte, qualunque essi siano! Auguri Marigliano!”.

Don Vincenzo Miranda
(Parroco di Faibano)