BARANO D’ISCHIA – Questo caso è un esempio tragico di femminicidio, che evidenzia la gravità della violenza di genere e la necessità di proteggere le persone vulnerabili. Marta, una giovane donna ucraina, è stata vittima di maltrattamenti continui da parte del suo compagno, un uomo russo di 41 anni. La situazione è culminata in un evento drammatico il 13 luglio 2024, quando, dopo una caduta che le aveva causato una frattura alla caviglia, è stata lasciata sola in un dirupo. Successivamente, il compagno l’ha raggiunta, l’ha aggredita fisicamente e l’ha soffocata, causando la sua morte per asfissia meccanica.
Le indagini, condotte dalla IV Sezione Indagini “tutela delle fasce deboli della popolazione”, hanno rivelato la dinamica omicidiaria attraverso intercettazioni e consulenze tecniche. Questi elementi hanno portato il giudice a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’indagato, accusato di omicidio doloso pluriaggravato. Tuttavia, il procedimento penale è ancora nella fase preliminare, e l’indagato è considerato innocente fino a sentenza definitiva.
Questo caso sottolinea l’importanza di affrontare la violenza di genere con determinazione e di garantire giustizia alle vittime. È un promemoria doloroso della necessità di proteggere le fasce più vulnerabili della società.


