BRUSCIANO – Nella sesta tappa del Giro d’Italia, da Potenza a Napoli, lo sport ha incontrato il cuore pulsante di una comunità unita nel nome del ricordo. A Brusciano, dove la carovana rosa ha fatto tappa, la corsa si è trasformata in qualcosa di più profondo: un gesto collettivo d’amore verso Crescenzo D’Amore, figlio prediletto della città e simbolo di un ciclismo vissuto con talento, passione e umanità.
Il previsto traguardo volante, annullato a causa della neutralizzazione della gara per una brutta caduta avvenuta poco prima, non ha smorzato l’entusiasmo né il calore di un popolo che ha scelto comunque di scendere in strada per onorare la memoria del suo campione. Un tributo spontaneo, sentito, che ha confermato quanto Crescenzo continui a vivere nel cuore di tutti.
Crescenzo, campione del mondo juniores nel 1997, è stato protagonista di una carriera folgorante, interrotta troppo presto dalla vita. Ma il suo spirito non ha mai abbandonato Brusciano: la città, che da sempre lo ha sostenuto e amato, ha saputo trasformare il dolore per la sua perdita in una festa della memoria.
A guidare questo momento di condivisione e rinascita è stata l’amministrazione comunale, che grazie all’impegno e alla visione del sindaco Giacomo Romano ha voluto rendere eterno il legame tra Crescenzo e la sua gente. È nato così il Giglio rosa, un obelisco simbolico che si innalza verso il cielo nel solco della storica Festa dei Gigli, che Brusciano celebra da 150 anni in onore di Sant’Antonio da Padova, oggi riconosciuta come Patrimonio Immateriale della Regione Campania.
Il passaggio della corsa è stato accolto da un boato di emozione collettiva. A rendere ancora più toccante l’istante, l’abbraccio tra Joxean Fernández Matxín, team manager del UAE Team Emirates, e Francesco D’Amore, padre di Crescenzo. Un gesto semplice ma potentissimo, seguito da un coro che ha unito generazioni: “Crescenzo! Crescenzo!”, urlato a gran voce da una folla con gli occhi lucidi e il cuore pieno.
Lo sguardo dei cittadini si è alzato al cielo, lì dove svetta il giglio rosa, alla ricerca di quel sorriso solare e scanzonato che ha reso Crescenzo non solo un campione, ma un fratello, un figlio, un amico per tutti.
L’intera giornata è stata organizzata con cura meticolosa e passione autentica dall’amministrazione comunale, che ha dimostrato ancora una volta come lo sport possa diventare strumento di coesione, cultura e memoria viva. Brusciano ha vissuto un momento unico, intenso, che ha rafforzato il senso di appartenenza e l’orgoglio di una comunità capace di trasformare una corsa in un inno all’amore.
In quella tappa del Giro, a Brusciano non c’era solo ciclismo: c’era un’intera città che ha saputo ricordare, celebrare e amare. Perché Crescenzo, qui, non se n’è mai andato. E mai se ne andrà.






