La gara

Marigliano, Luigi Esposito alla sua 14ª scalata di Montevergine: un traguardo di cuore e tenacia

Luigi Esposito 'O fescn
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Sabato 5 luglio 2025, si è celebrata la XXVII edizione della storica Marcialonga “Mercogliano–Montevergine”, una gara podistica in salita di 15,5 km che ha visto centinaia di partecipanti sfidare se stessi lungo i celebri tornanti che dal centro di Mercogliano conducono al maestoso Santuario mariano di Montevergine. L’evento, organizzato con passione dall’ASD Montemiletto Team Runners, ha avuto il prezioso sostegno del Comune di Mercogliano, della Pro Loco, dell’Abbazia Territoriale di Montevergine, della FIDAL e della Fondazione Giuseppe Marinelli.

Più che una competizione, la Marcialonga si conferma ogni anno come un vero e proprio “cammino dell’anima”: un viaggio attraverso la fatica, la natura, la fede e la condivisione. Tra i protagonisti della giornata c’è stato Luigi Esposito, mariglianese, anzi lausdominese classe 1957, che ha scritto una nuova pagina del suo personale percorso di dedizione e resilienza, prendendo parte per la quattordicesima volta alla scalata.

Luigi non è solo un atleta, ma un simbolo vivente della tenacia e dell’amore per lo sport. Con il suo passo costante e il volto segnato dalla fatica e dalla determinazione, ha affrontato ogni curva della salita come se fosse un atto di devozione, trasformando la sua corsa in una preghiera silenziosa. La sua presenza ormai familiare lungo il percorso ha ispirato concorrenti e spettatori, incarnando perfettamente lo spirito della manifestazione: non si corre solo con le gambe, ma anche con il cuore.

Luigi non cercava medaglie. Cercava qualcosa di più profondo—la conferma che, nonostante il tempo che passa, ci sono luoghi e gesti che continuano a darci senso. La Marcialonga di Montevergine, per lui, è quel filo che lega il passato al presente, il corpo alla fede.

Alla fine della gara, tra abbracci e applausi, Luigi ha raggiunto il traguardo con la stessa emozione della prima volta, dimostrando che la passione non ha età e che la costanza può scolpire piccole imprese nel tempo. Il suo è stato un esempio potente di come lo sport possa diventare un rito personale e collettivo, un modo per avvicinarsi agli altri e, forse, anche a se stessi.

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