CIMITILE – “Se io sono qui è perché qualcuno ha detto sì.” Inizia così il racconto di Felice Peluso, autore del libro “Spalle al Muro… e una vita davanti”, un titolo che è già tutto un programma: stare con le spalle al muro, sentirsi senza via d’uscita… e poi scoprire che la vita può ancora aprirsi davanti, con nuovi orizzonti, grazie a un gesto d’amore che supera il dolore.
Peluso non è solo uno scrittore: è un testimone vivente della potenza della solidarietà. Sopravvissuto grazie a due trapianti di rene, il primo nel 1988 a Napoli, il secondo nel 2004 a Novara dopo nove anni di dialisi, oggi racconta storie di rinascita per dare voce a chi ha trasformato la perdita in dono, il lutto in speranza.
Il suo nuovo libro è una raccolta di testimonianze autentiche, di chi ha scelto, nel momento più difficile della vita, di non chiudersi nel dolore ma di guardare oltre, donando gli organi dei propri cari. Le storie narrate non sono semplici cronache: sono emozioni vive, intrecci di esistenze che si salvano e si trasformano.
Felice scrive con la consapevolezza profonda di chi è rinato grazie al coraggio di altri. “Chi meglio di me può raccontare l’importanza vitale di un sì?” – si chiede. E in effetti, le sue parole arrivano dritte al cuore. La sua voce è quella di chi ha conosciuto il buio, ma ha avuto la fortuna di rivedere la luce. E oggi vuole restituire, con gratitudine, quella possibilità che gli è stata offerta.
“Spalle al Muro… e una vita davanti” non è solo un libro: è un ponte tra chi ha perso e chi ha ritrovato la vita, tra chi ha dato e chi ha ricevuto. È un invito a riflettere, a comprendere quanto un atto di generosità possa cambiare il destino di un altro essere umano.Il libro è ora disponibile su Amazon, ma Felice non cerca solo lettori: cerca alleati nella diffusione di una cultura della donazione, troppo spesso trascurata o fraintesa. Per lui, ogni copia acquistata è un piccolo passo verso un’Italia più consapevole, dove la parola “fine” possa diventare, per molti, un nuovo inizio.
Perché, come scrive lui stesso, “non si tratta solo di parole, ma di vite vere, di seconde possibilità, di amore che si moltiplica.” E chi ha avuto una seconda occasione sa bene quanto valga la pena raccontarla.


