Il libro

Antonio Pelliccia torna in libreria con “I canti dell’assenza”: poesia tra nostalgia e dignità letteraria

Libro Pelliccia Casalnuovo
- Foto d'Archivio

CASALNUOVO  — È uscita per i tipi di Controluna la nuova raccolta poetica di Antonio Pelliccia, “I canti dell’assenza”, con prefazione di Alessandro Scotto di Minico, giovane studioso di lettere e voce attiva nel panorama politico e culturale contemporaneo. Pelliccia, nato nel 1945 e residente a Casalnuovo di Napoli, è noto non solo per la sua lunga carriera come medico-chirurgo pediatra ed ex primario ospedaliero, ma anche per il suo impegno politico e amministrativo nel territorio vesuviano. Alla sua attività professionale ha sempre affiancato una profonda vocazione poetica, testimoniata da numerose pubblicazioni.

“I canti dell’assenza” si presenta come un’opera intensa e vibrante, dove la nostalgia si fa tessuto lirico e il passato non è semplice rimpianto, ma fonte viva che alimenta il presente. Le liriche di Pelliccia esplorano la dicotomia tra assenza e presenza, tra ciò che è stato e ciò che resta, con una versificazione raffinata che conferisce dignità e spessore alla parola poetica. L’amore, in questa raccolta, si manifesta come tensione sospesa, mai del tutto appagata, evocando il pensiero di Roland Barthes e la sua idea di desiderio come “emorragia infinita”. Pelliccia canta un amore che si consuma nel suo stesso languore, fatto di frammenti, di attese e di vuoti.

Il poeta si conferma “rara avis” nel panorama letterario nazionale, capace di dare voce tanto ai sentimenti più dolci — affetto, tenerezza, amore — quanto alle emozioni più cupe — angoscia, malinconia, morte. Un’opera che non solo emoziona, ma rilancia il valore della poesia come strumento di riflessione e resistenza culturale. “I canti dell’assenza” è un invito a riscoprire la forza del vissuto, la bellezza del ricordo e la profondità dell’animo umano, in un tempo che troppo spesso dimentica il potere della parola autentica.