CIRCUMVESUVIANA – Un’altra settimana di disagi, un’altra chiusura anticipata, un’altra ferita aperta per migliaia di pendolari vesuviani. L’Eav ha annunciato l’ennesimo stop alla circolazione per effettuare i test sui nuovi treni, imponendo chiusure anticipate su tutte le linee vesuviane. Una decisione che ha scatenato indignazione e amarezza tra i viaggiatori, già provati da mesi di disservizi.
Le associazioni dei pendolari non usano mezzi termini: questa scelta, definita “ingiustificabile”, colpisce ancora una volta soprattutto le linee Baiano e Sarno, già penalizzate dai precedenti collaudi e da un servizio ordinario ridotto all’osso. “Un ulteriore disagio che con buon senso poteva essere evitato”, denunciano i rappresentanti dei comitati.
Queste le chiusure anticipate: “Linea Baiano: stop tre ore prima per tre giorni. Linea Sarno: stop due ore prima per due giorni. Linea Sorrento: stop due ore prima per due giorni”. Una disparità che i pendolari definiscono “discriminatoria” nei confronti dei territori del nolano e del vesuviano, da anni costretti a subire tagli, ritardi e continui disservizi.
Il comunicato Eav sostiene che i test non possano essere effettuati in orario notturno. Una motivazione che i pendolari respingono con forza: “Dalle ore 17:30 in poi è notte a Baiano come a Sorrento. Perché non dire pubblicamente che si preferisce pagare i bus sostitutivi ai privati invece dello straordinario ai dipendenti?”. Una domanda che pesa come un macigno e che alimenta la sensazione di scelte dettate più dal risparmio che dal buon senso.
I pendolari ricordano anche le recenti dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali, definite ora “tenui fuochi”, parole che non hanno trovato riscontro nei fatti. In attesa di un incontro con i nuovi vertici regionali, il malcontento cresce: “I nuovi treni, tra prove in linea e test vari, hanno solo aumentato i disagi e confermato la poca attenzione del management Eav verso chi ogni giorno è costretto a viaggiare”.
La nota dei comitati dei pendolari si chiude con un attacco diretto: “Comprare pagine pubblicitarie sui giornali non basta a nascondere i fallimenti”.


