Il viaggio

Marigliano, studenti in visita ad Auschwitz e Birkenau

Nellla Giornata della Memoria il XV Viaggio della Memoria degli studenti

MARIGLIANO – La seconda giornata del XV Viaggio della Memoria, organizzato dalla Populorum Progressio OdV, ha condotto gli studenti in uno dei luoghi più simbolici e dolorosi della storia europea: i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau. Un’esperienza che, come raccontano i partecipanti, va ben oltre ciò che si può apprendere dai libri di storia.

L’ingresso ad Auschwitz, sotto la tragicamente nota scritta Arbeit Macht Frei, ha rappresentato il primo, fortissimo impatto emotivo. Attraversare quel cancello sapendo quale inganno rappresentasse per chi vi passava nella speranza di salvezza ha provocato negli studenti un senso di gelo e inquietudine difficile da descrivere.

Il percorso nei blocchi trasformati in museo ha mostrato la quotidianità della morte: le camere a gas, i forni crematori, gli spazi dove l’aria sembra ancora gravata dal peso della storia. Tra le testimonianze più sconvolgenti, gli oggetti personali sottratti alle vittime: occhiali, valigie, scarpe. Ogni oggetto, una vita.

Particolarmente scioccante è stata la visione dell’enorme massa di capelli umani, circa due tonnellate: un’immagine che rende tangibile la disumanizzazione sistematica perpetrata nel campo. Gli studenti hanno poi visitato la cella di San Massimiliano Kolbe, riflettendo sul suo sacrificio, e si sono raccolti in silenzio davanti al Muro della Morte, luogo delle esecuzioni. Nel pomeriggio il gruppo ha raggiunto Birkenau, a pochi chilometri di distanza. Se Auschwitz colpisce per la concentrazione dell’orrore, Birkenau sconvolge per la sua immensità: un luogo che sembra non finire mai.

Camminare lungo i binari che portavano i deportati direttamente nel cuore del campo è stato surreale. Gli studenti hanno immaginato il terrore di chi arrivava stipato nei vagoni, ignaro del destino che lo attendeva. Le baracche in legno, fragili e gelide, hanno restituito la brutalità delle condizioni di vita: fino a 400 persone ammassate su tavolacci di legno, senza alcuna dignità o igiene. Altre baracche erano adibite a latrine, simbolo di una disumanizzazione totale. Il percorso è proseguito fino alle rovine delle camere a gas e dei crematori, fatti esplodere dai nazisti nel tentativo di cancellare le prove dei loro crimini. Quelle macerie, però, parlano ancora.

Gli studenti raccontano questa giornata come un’esperienza “fortissima”, non nel senso turistico del termine, ma per la profondità del segno lasciato. Un momento di enorme valore storico, etico e culturale, che li ha resi più consapevoli e responsabili. Tornano a casa con un peso nel cuore, ma anche con un dovere: non dimenticare mai ciò che hanno visto.

Articolo rielaborato dai contributi di Antonio Ricci del  Liceo “C. Colombo” di Marigliano, di Giuseppe Guercia e Antonio Iossa dell’  IISS “Manlio Rossi Doria” di Marigliano .