La denuncia

Marigliano, tragedia a Pontecitra: la denuncia sui ritardi del 118

Pontecitra
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Una tragedia ha scosso profondamente la comunità di Pontecitra, a Marigliano. Il 5 gennaio, un uomo di 51 anni è deceduto nella propria abitazione dopo un malore, in circostanze che i familiari definiscono “inaccettabili” a causa del presunto ritardo nei soccorsi.

A denunciare pubblicamente l’accaduto è Giancarlo Perna, zio della vittima, che racconta come la famiglia abbia contattato il 118 tra le 19:00 e le 19:15, ricevendo assistenza solo dopo circa un’ora e mezza. Nel frattempo, sul posto erano già arrivati i carabinieri del comando locale e il medico legale.

Perna parla con amarezza e indignazione: «Purtroppo, se i soccorsi fossero intervenuti tempestivamente, mio nipote si poteva salvare. Ma questo non è stato possibile. Evidentemente chi era di servizio aveva altro a cui pensare». Il familiare chiede provvedimenti immediati nei confronti del personale in turno quella sera: «Aspettiamo che i vertici dell’ASL di Marigliano interrompano il rapporto di lavoro con l’autista, l’infermiere e il medico del 118. Se non lo faranno, vorrà dire che non hanno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità». Parole dure, accompagnate da un proverbio che Perna utilizza per descrivere la situazione: «Il pesce quando puzza, puzza dalla testa. Anche se ci metti il ghiaccio sopra, puzza sempre».

La famiglia non intende fermarsi. La stessa sera della tragedia, il cognato della vittima si è recato presso il Comando dei Carabinieri per presentare una denuncia-querela per mancato intervento e/o soccorso. I funerali non sono ancora stati celebrati: si attende l’esecuzione dell’autopsia e il nulla osta dell’Autorità Giudiziaria per la restituzione della salma ai familiari.

La denuncia di Perna si trasforma in un atto d’accusa verso il sistema di emergenza territoriale: «A Marigliano, nel 2026, si muore perché i soccorsi non arrivano in tempo. E chi sbaglia non paga, o non ha mai pagato finora».

Il suo sfogo si conclude con una riflessione amara sull’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività: «Di quale collettività parliamo? Di quella di Marigliano, dove i soccorsi non funzionano, o di altri luoghi dove arrivano in tempo?» Una domanda che Perna affida alla comunità e alle istituzioni, nella speranza che la morte del nipote non resti senza risposte.