La mostra

Il corpo come linguaggio pittorico: Corpus di Luigi Mallozzi

Generico febbraio 2026
- Foto d'Archivio

All’interno della rassegna “Penne e pennelli”, il Clubino di Napoli presenta Corpus, mostra personale di Luigi Mallozzi, pittore e allievo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, curata da Pasquale Lettieri. L’esposizione, composta da dieci opere, si inserisce in un dibattito quanto mai attuale sul corpo, inteso non solo come struttura anatomica, ma come dispositivo simbolico, culturale e filosofico.

Il corpo, nella pittura di Mallozzi, è materia instabile, attraversata da stratificazioni storiche e da tensioni contemporanee. Non è mai semplice rappresentazione, ma luogo di conflitto tra armonia e deformazione, tra misura e eccesso. Il ductus pittorico, di matrice espressionista, accentua questa ambivalenza, caricando le figure di un pathos che restituisce tutta la complessità del tema affrontato.

Il concetto di corpo, come suggerisce il percorso espositivo, è in continuo divenire. La storia dell’arte e del costume ne testimonia le oscillazioni: dalle idealità esasperate del Settecento, con le sue costruzioni artificiose e teatrali, fino alle maschere cromatiche e identitarie degli anni Settanta del Novecento. In questo flusso discontinuo, il gusto si frantuma, perde unità, accumula differenze, mentre la figura femminile continua a rappresentare il fulcro simbolico della riflessione sulla bellezza.

Come sottolinea il curatore Pasquale Lettieri, Corpus si configura come «un trattato immaginario sul corpo in pittura e sul tema dell’apparire», un’indagine che mette in discussione l’idea stessa di bellezza, spingendola fino ai suoi limiti, dove essa può rovesciarsi nella bruttezza. Un processo che assume tratti tragici e metaforici, evocando dinamiche di regressione e rinascita, indispensabili per evitare una lettura puramente celebrativa o sacrale del corpo.

Il lavoro di Mallozzi dialoga inoltre con l’attuale era della manipolazione corporea, in cui il corpo diventa oggetto di progettazione, trasformazione e consumo. Un sistema industriale che coinvolge scienza, tecnologia, comunicazione e arte, generando un universo multidisciplinare dominato dalla spettacolarizzazione e dalla teatralizzazione dell’identità. In questo contesto, la pittura torna a interrogarsi sul proprio ruolo critico, opponendo alla patina del desiderio collettivo una visione inquieta, problematica, profondamente umana.

L’inaugurazione della mostra sarà accompagnata da un momento di confronto, moderato da Letizia Bonelli, con gli interventi dello storico dell’arte Giuseppe D’Avanzo, della poetessa Clotilde Punzo, dello psichiatra Paolino Cantalupo, del curatore Jurgen Curaj e degli artisti Mauro Maurizio Palumbo e Vito Polito, a conferma della natura aperta e interdisciplinare del progetto.

Generico febbraio 2026
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