SANT’ANASTASIA – Il cammino quaresimale al Santuario di Madonna dell’Arco si apre quest’anno con un’iniziativa dal forte valore spirituale e artistico: “Stabat Mater”, una mostra che racconta la Passione e la morte di Cristo attraverso lo sguardo di Maria. L’esposizione sarà inaugurata martedì 10 febbraio alle 17:30 e resterà visitabile fino alla Settimana Santa. L’iniziativa, promossa dalla comunità dei Domenicani del Santuario, propone un percorso mariano che invita i fedeli a riflettere sul mistero della sofferenza, guidati dalla presenza della Madre di Dio ai piedi della Croce.
La mostra riunisce manufatti lignei del XVIII e XIX secolo, parte del patrimonio storico-artistico del Santuario, affiancati da opere contemporanee della collettiva “Collocazione Provvisoria”, curata da Giuseppe Ottaiano per Terre di Campania APS. Completano il percorso alcune riproduzioni fotografiche di opere custodite in importanti musei nazionali, selezionate da Giacomo Ambrosino di Artrove ETS.
Un’esposizione “polisemica”, spiegano gli organizzatori, in cui la Croce viene riletta attraverso la presenza di Maria, icona di compassione e speranza. La Madre del Redentore diventa guida silenziosa del visitatore, accompagnandolo in un itinerario che unisce arte, fede e meditazione sul dolore umano e divino.
La mostra è allestita nella Sala delle Esposizioni del Laboratorio Culturale Campania Bellezza del Creato, al piano terra del Plesso del Pellegrino. Sarà possibile visitarla il sabato e la domenica: 10:00–13:00 e 17:00–19:00. È possibile, inoltre, prenotare visite guidate in altri giorni scrivendo a info@santuariomadonnadellarco.it. L’esposizione è particolarmente indicata per gruppi di catechismo, con la possibilità di utilizzare aule didattiche e il supporto di catechisti esperti.
In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il libro “Il Mistero di Maria nell’Arte” di padre Giuseppe M. Damigella O.P., edito da Velar. L’opera ripercorre le molteplici rappresentazioni della Vergine nella storia dell’arte, attraverso lo sguardo di un autore che è al tempo stesso teologo e artista.
La pittura di padre Damigella – sottolineano i curatori – nasce da un dialogo profondo tra spiritualità, teologia e ricerca artistica. Colore, luce e segno diventano strumenti di meditazione, capaci di restituire un’immagine di Maria intensa, umana e spiritualmente vibrante.



