MARIGLIANO – A Marigliano l’avvio dei 28 tirocini di inclusione sociale finanziati dal PNRR accende il dibattito pubblico. Accanto alle foto istituzionali e agli annunci ufficiali, emerge la voce critica di chi teme che l’iniziativa rischi di trasformarsi in un intervento temporaneo, privo di reali prospettive per i beneficiari.
Secondo quanto espresso in una lettera indirizzata alla redazione, dietro l’entusiasmo mostrato dall’amministrazione comunale si celerebbe una realtà più complessa. L’autore denuncia che i tirocini non sarebbero il frutto di una scelta politica orientata alla tutela dei più fragili, ma piuttosto una conseguenza della necessità di utilizzare i fondi del PNRR. “Una gestione di portafoglio”, si legge, in cui persone con invalidità o seguite dai servizi sociali vengono coinvolte in attività retribuite con 500 euro mensili, cifra che per molti rappresenta l’unica fonte di sostentamento.
Il nodo centrale sollevato riguarda il dopo: cosa accadrà allo scadere dei sei mesi previsti dal progetto? L’interrogativo, rivolto direttamente al Comune, punta a capire se esista un piano di continuità o se i tirocinanti riceveranno soltanto un attestato di partecipazione, privo di ricadute concrete sulla loro vita quotidiana.
La lettera parla di “crudele burocrazia” nel momento in cui si offre un sostegno temporaneo a persone in difficoltà senza garantire stabilità o percorsi strutturati. Una critica che richiama l’attenzione sulla necessità di politiche sociali durature, capaci di andare oltre la logica dei finanziamenti a scadenza.
“La dignità dei cittadini di Marigliano non ha una data di scadenza”, si conclude nel testo, che invita l’amministrazione a fornire risposte chiare e impegni concreti, evitando che l’iniziativa si riduca a una semplice passerella istituzionale. Il confronto è aperto, e il tema della continuità dei progetti sociali torna al centro del dibattito locale.


