L'accusa

Pendolari Circumvesuviana, l’ennesimo grido d’allarme: “Nuova giunta, vecchie abitudini?”

Pendolari:"Silenzio dall’assessore Casillo. Servizi sempre più in crisi. Non è più tempo di annunci: vogliamo risposte”

Circumvesuviana Marigliano
- Foto d'Archivio

Silenzio dall’assessore Casillo. Servizi sempre più in crisi. “Non è più tempo di annunci: vogliamo risposte”

La pazienza dei pendolari vesuviani è ormai al limite. A un mese dalla richiesta di un incontro urgente indirizzata all’assessore regionale ai Trasporti, on. Mario Casillo, dai comitati non è arrivato neppure un cenno di risposta. Nessuna mail, nessuna telefonata, nessuna apertura al dialogo. Un silenzio che pesa come un macigno su una situazione già drammatica.

Nel frattempo, l’offerta di EAV sulle linee vesuviane continua a peggiorare giorno dopo giorno. Soppressioni improvvise, ritardi cronici, convogli insufficienti e, come se non bastasse, sospensioni del servizio per i test dei nuovi treni. Una scelta che esaspera ulteriormente i viaggiatori, costretti a chiedersi – non senza amarezza – perché tali prove non vengano effettuate nelle ore notturne, evitando di paralizzare migliaia di persone.

La gestione dell’azienda, denunciano i pendolari, resta “discutibile”, mentre la politica regionale sembra incapace di imporre un cambio di passo o almeno di definire un cronoprogramma credibile, con date certe e impegni verificabili. Il risultato è un sistema ferroviario che affonda nelle sue stesse inefficienze, trascinando con sé interi territori che dipendono dalla Circumvesuviana per lavorare, studiare, vivere.

I gruppi dei pendolari, che da quindici anni portano avanti una battaglia civile per il diritto alla mobilità, tornano a chiedere con forza un confronto immediato con l’assessore Casillo e, contestualmente, estendono la richiesta al presidente della Regione, Roberto Fico.

Il messaggio è chiaro e diretto: “Chiediamo risposte e rispetto. Non è più tempo di annunci, ma di atti concreti.”

Una presa di posizione che suona come un ultimatum. Perché la mobilità non è un favore, ma un diritto. E i pendolari vesuviani non sono più disposti a restare in silenzio davanti a un disservizio che, giorno dopo giorno, compromette la qualità della loro vita e lo sviluppo dell’intera area.