La richiesta

Circumvesuviana, Pendolari Vesuviani: “Ora basta, vogliamo la verità su dieci anni di disastri Eav”

Circumvesuviana Marigliano
- Foto d'Archivio

CIRCUMVESUVIANA – Il tempo dell’attesa è davvero finito: sulle linee vesuviane esplode l’indignazione dei pendolari, stanchi di una gestione che, dopo dieci anni, continua a produrre ritardi, promesse mancate e un servizio ridotto ai minimi termini.La scintilla, questa volta, è l’ennesima polemica innescata dal vertice di Eav, che attraverso le pagine di un quotidiano ha scelto di attaccare il sistema della giustizia amministrativa, accusandolo di rallentare gli investimenti. Una strategia che i pendolari giudicano inaccettabile: un modo per distogliere l’attenzione dalle responsabilità interne e dalle falle strutturali di una gestione che, negli anni, ha accumulato ritardi e contenziosi.

La vicenda dei locomotori fermi tra ricorsi incrociati, TAR e Consiglio di Stato non è un caso isolato. Ricalca, quasi in fotocopia, quella dell’acquisto dei nuovi treni per le linee vesuviane: un iter infinito, segnato da bandi contestati, norme poco chiare, ricorsi prevedibili e un ritardo che ormai si misura in anni. I primi ETR, annunciati come imminenti da tempo, non sono ancora in servizio.

I pendolari lo dicono senza giri di parole: se fossimo ingenui, potremmo pensare che in Eav non si sia imparato nulla dagli errori del passato. Ma qui non si tratta di ingenuità: si tratta di bandi scritti male, di procedure che lasciano spazio a contestazioni, di gare che vanno deserte perché non tengono conto dell’utile d’impresa. E tutto questo ricade, sempre, sugli utenti.

I viaggiatori non pretendono di ergersi a difensori della giustizia amministrativa, ma ricordano un principio semplice: le regole non si cambiano a partita in corso. Le norme esistono, vanno rispettate, e chi gestisce un servizio pubblico deve essere il primo a farlo. Così come deve rispettare i cittadini che ogni giorno si affidano a un sistema ferroviario che, nelle condizioni attuali, non garantisce né quantità né qualità.

La gestione decennale di Eav è stata caratterizzata da proclami, inaugurazioni annunciate e rinviate, promesse di rilancio mai concretizzate. Nel frattempo, l’offerta di servizio sulle linee vesuviane si è assottigliata fino a diventare insufficiente, con disagi quotidiani che pesano su lavoratori, studenti, famiglie. Per questo i pendolari chiedono una operazione verità: chiarezza sui ritardi, sui bandi, sulle responsabilità, sui tempi reali di consegna dei treni, sulla manutenzione, sulle risorse investite e su quelle mai arrivate.

La richiesta è diretta e non più rinviabile: la Regione Campania, proprietaria di Eav e garante del contratto di servizio, deve dare risposte. Non slogan, non promesse, ma fatti. Il presidente della giunta regionale Fico e l’assessore ai trasporti Casillo sono chiamati a un confronto pubblico, richiesto da tempo e mai concesso. I pendolari lo ribadiscono: il tempo dell’attesa è finito. Ora servono trasparenza, responsabilità e un cambio di passo reale.