Il cinema

“Il tempo ritrovato”, il manifesto visivo del Festival di Pompei

Esordio alla regia di Annarita Borelli con la supervisione di Enrico Vanzina

POMPEI – Si sono concluse a Pompei le riprese de Il tempo ritrovato. Quando la memoria diventa eternità, il nuovo progetto cinematografico che segna l’esordio alla regia di Annarita Borelli, anche autrice della sceneggiatura, con la supervisione artistica di Enrico Vanzina. L’opera sarà presentata in anteprima il 6 giugno al Teatro Grande del Parco Archeologico, durante la serata conclusiva del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, che l’ha commissionata come manifesto visivo della prossima edizione.

Più che un racconto sul passato, Il tempo ritrovato si configura come un viaggio poetico dentro la memoria, intesa non come archivio immobile ma come presenza viva, capace di riaffiorare nei gesti, negli sguardi e nelle tracce che il tempo non cancella. Al centro della narrazione, il percorso di una giovane cineasta che attraversa luoghi sospesi tra storia e immaginazione, scoprendo che la memoria non appartiene solo ai reperti, ma continua a vivere in ciò che ancora riesce a parlarci.

Le riprese, effettuate tra il Parco Archeologico di Pompei, una domus pompeiana e la spiaggia di Rovigliano a Torre Annunziata, trasformano questi luoghi in elementi narrativi attivi: non semplici scenografie, ma presenze che dialogano con la protagonista e con lo spettatore, in un continuo rimando tra ciò che è stato e ciò che resta.

A dare voce e corpo al racconto è un cast che unisce interpreti di grande esperienza e giovani talenti: Luca Ward, voce narrante, Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli ed Alessio Sica. La fotografia è firmata da Claudio Zamairon, mentre la supervisione alla regia porta la firma di Enrico Vanzina, che impreziosisce il progetto con la sua sensibilità artistica.

La sinossi racconta il cammino di una giovane cineasta (Veronica Olivier) che, nel silenzio del Parco Archeologico, cerca immagini e suoni capaci di restituire la persistenza del tempo. Guidata prima da un saggio custode (Gino Rivieccio) e poi da un archeologo enigmatico (Fabrizio Nevola), scopre che la memoria non è ciò che si cerca, ma ciò che ci trova.L’incontro con i calchi di due amanti diventa una ferita e una rivelazione: da quel momento Pompei sembra parlarle, e nella visione onirica di una città viva emergono un uomo e una donna del 79 d.C., custodi di un amore che resiste al tempo.

Il tempo ritrovato si propone come un omaggio al cinema e alla sua capacità di custodire ciò che il tempo vorrebbe cancellare: luoghi, emozioni, assenze, memorie che continuano a vibrare.L’appuntamento con la prima proiezione è fissato per il 6 giugno, quando l’opera sarà presentata al pubblico del Festival Internazionale del Cinema di Pompei.