La conferenza

Il Vesuvio del 472 d.C.: l’eruzione che racconta la caduta di Roma

L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano: a Pompei la conferenza dell’archeologo De Simone

POMPEI – Come appariva il territorio vesuviano negli ultimi decenni dell’Impero romano? A questa domanda proverà a rispondere l’archeologo Girolamo Ferdinando De Simone, protagonista della conferenza “L’area vesuviana alla fine dell’Impero romano”, in programma venerdì 27 marzo alle ore 17 presso l’auditorium degli scavi del Parco Archeologico di Pompei. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS.

Al centro dell’incontro ci sarà l’eruzione del 472 d.C., un evento meno noto rispetto a quella del 79 d.C. ma altrettanto decisivo per la ricostruzione storica del territorio. Anche questa eruzione, infatti, ha lasciato un orizzonte stratigrafico “chiuso”, che permette agli studiosi di leggere con grande precisione la società, l’economia e il paesaggio immediatamente precedenti alla catastrofe.

De Simone proporrà una ricostruzione integrata dell’area vesuviana nel V secolo d.C., combinando dati di scavo, distribuzione degli insediamenti e indicatori economici e ambientali. Particolare attenzione sarà dedicata ai siti sepolti o sigillati dai depositi del 472, con focus sul versante settentrionale del vulcano: Pollena Trocchia e Somma Vesuviana rappresentano due casi-studio fondamentali per comprendere le dinamiche insediative dell’epoca.

Tra i temi affrontati sono la geografia della presenza umana e le diverse funzioni degli insediamenti; i processi di abbandono, riuso e resilienza delle comunità; la riorganizzazione del paesaggio agrario e delle risorse, incluso lo sfruttamento del bosco ricostruibile grazie alle analisi antracologiche; e il ruolo dell’area vesuviana nelle reti di circolazione dei beni tra costa e interno, dal Golfo di Napoli alle zone appenniniche.

Il quadro che emerge è quello di una Campania tardoantica complessa e in trasformazione. Se l’eruzione del 79 d.C. restituisce l’immagine di un mondo imperiale ancora stabile, quella del 472 d.C. fotografa un territorio attraversato da mutamenti politici, demografici e produttivi, a pochi decenni dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Un contesto più articolato, ma proprio per questo straordinariamente rivelatore.

Pompei  reperti caduta di Roma