MARIGLIANO – Dopo anni di incertezze amministrative, contenziosi e rinvii, il Consiglio Comunale ha approvato la rettifica al Piano Urbanistico Comunale (PUC) che rimuove il Palazzo D’Alessandro dall’elenco dei beni vincolati. Una decisione resa necessaria dalle sentenze del TAR Campania, che avevano imposto al Comune di correggere un errore materiale entro 30 giorni per evitare la nomina di un Commissario ad Acta. L’atto è stato dichiarato immediatamente eseguibile.
La votazione nel Consiglio comunale del 9 marzo ha registrato 10 voti favorevoli, 4 astenuti e nessun contrario, con 14 consiglieri presenti e 3 assenti. La proposta, firmata dal Sindaco e accompagnata dalla relazione del Responsabile del Settore III, ha permesso di adeguare il PUC alle certificazioni della Soprintendenza e alle prescrizioni del TAR.
Il Palazzo D’Alessandro, situato tra via Garibaldi e via San Pietro, nei pressi dell’antica Porta San Pietro, è un edificio storico risalente al XVII secolo, frutto dell’ampliamento di strutture più antiche. La facciata, modificata nel tempo, conserva ancora elementi originari come le paraste fino al marcapiano, mentre l’ingresso monumentale su via Porta San Pietro resta uno dei tratti più riconoscibili.
Per anni, il palazzo è stato considerato – erroneamente – un bene vincolato. Ma la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio aveva già chiarito che non esistono vincoli paesaggistici, non esistono vincoli archeologici e non esiste alcun vincolo culturale ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Nonostante ciò, nel 2024 il Consiglio non aveva proceduto alla rettifica, generando una situazione di inottemperanza.
Il TAR Campania è intervenuto due volte: nel 2023 riconoscendo l’errore materiale nel PUC e ordina al Comune di correggerlo e nel 2025 quando accerta l’inottemperanza dell’Ente e impone un termine perentorio di 30 giorni per adeguarsi, pena la nomina di un Commissario ad Acta. La rettifica approvata corregge l’art. 15 delle NTA, modifica l’elaborato QC07 del Quadro Conoscitivo e rimuove il palazzo dall’elenco dei beni vincolati. Il Comune ha chiarito che non si tratta di una variante urbanistica, ma di un adeguamento obbligatorio a sentenze definitive e certificazioni tecniche.
Oltre agli aspetti tecnici, la vicenda riporta al centro un edificio che ha segnato la storia di intere generazioni di mariglianesi e non. Il Palazzo D’Alessandro, infatti, non è solo un immobile del Seicento: è stato la sede dello storico Liceo Scientifico “Cristoforo Colombo”, dove centinaia di studenti hanno trascorso anni fondamentali della loro formazione. Aule, corridoi, scale e cortili che ancora oggi vivono nei ricordi di chi vi ha studiato. E negli ultimi anni, l’edificio ha ospitato anche la scuola media “Elia Aliperti”, altra istituzione scolastica profondamente radicata nella comunità. Per molti cittadini, dunque, il palazzo non è soltanto un manufatto architettonico, ma un luogo dell’anima: un pezzo di storia personale e collettiva, un contenitore di esperienze, amicizie, professori, esami, sogni e timori adolescenziali.
La rettifica chiude una lunga pagina amministrativa, ma apre una domanda cruciale: quale sarà il destino di Palazzo D’Alessandro? Oggi l’edificio appare in parte trasformato, in parte abbandonato, certamente poco valorizzato. Se non si sceglierà la strada della demolizione, come si teme, potrebbe tornare a essere un tassello importante della memoria architettonica e culturale della città. Un luogo da recuperare, da restituire alla comunità, da trasformare in uno spazio vivo: culturale, educativo, sociale. Perché, come ricordano molti ex studenti, “quel palazzo non è solo un edificio: è un pezzo di Marigliano che non può andare perduto”.









