La lettera

Pendolari Circumvesuviana: “Fate presto”.

Appello alle istituzioni e all’Europa per salvare la ferrovia

Circumvesuviana Marigliano
- Foto d'Archivio

NAPOLI –  Un grido d’allarme che diventa appello formale alle istituzioni italiane ed europee. Il Coordinamento dei Pendolari Vesuviani torna a denunciare le criticità della Circumvesuviana e chiede interventi immediati per evitare che la situazione degeneri ulteriormente, soprattutto in vista dell’arrivo dei flussi turistici pasquali.

In una lettera aperta, i pendolari si rivolgono alla Commissione Europea, al Ministro dei Trasporti, al Ministro del Tesoro, alla Procura Generale della Corte dei Conti e al Prefetto di Napoli, sollecitando verifiche sull’impiego delle risorse destinate alla rete e misure per prevenire possibili tensioni di ordine pubblico.

Gli episodi registrati negli ultimi giorni – guasti ai convogli, corse soppresse, ritardi – vengono indicati dai pendolari come la conferma di un problema strutturale che, a loro dire, si trascina da decenni. Una situazione che rischia di esplodere con l’arrivo dei turisti, in un territorio dove la mobilità ferroviaria rappresenta un servizio essenziale.

Secondo il Coordinamento, dal 2015 a oggi Eav avrebbe gestito oltre un miliardo di euro per le sole linee vesuviane, tra fondi europei, nazionali e regionali. Risorse che, denunciano, non avrebbero prodotto i risultati attesi, anche a causa di cantieri in ritardo e forniture di treni non ancora completate.

Nel comunicato vengono elencati i principali nodi irrisolti: “Perdita di circa dieci milioni di passeggeri negli ultimi anni. Riduzione dell’offerta di servizio, con meno treni e intervalli più lunghi. Ritardi, avarie e soppressioni che incidono su lavoro, studio, visite mediche e turismo. Revamping dei convogli ritenuto fallimentare, con 12 treni sottratti alle linee vesuviane. Ritardi nei cantieri: raddoppio Pompei–Castellammare, gallerie Madonnelle–San Giorgio, stazione di Ercolano. Fornitura dei nuovi ETR Stadler ancora in fase di completamento. Richiesta di conoscere numero di treni effettivamente idonei e bozza del nuovo contratto di servizio”.

I pendolari riconoscono come positivo l’aumento delle risorse per il trasporto pubblico locale nel bilancio regionale, ma ritengono che non sia sufficiente senza una gestione più trasparente e un’accelerazione degli interventi.

Il Coordinamento parla apertamente di una vicenda che avrebbe ormai assunto una dimensione “internazionale”, anche per via dei fondi europei coinvolti. Da qui la decisione di rivolgersi direttamente a Bruxelles e agli organi di controllo nazionali. L’obiettivo dichiarato è duplice: salvare una ferrovia ritenuta essenziale per il territorio e tutelare i diritti dei cittadini, richiamando anche i principi sanciti dalla Costituzione in materia di mobilità e servizi pubblici. In attesa di un incontro con i vertici regionali, i pendolari ribadiscono la richiesta di risposte chiare e tempi certi sugli interventi in corso e su quelli programmati.