La vergogna e l'applauso

Giro d’Italia, indignazione per l’episodio di San Vitaliano. Marigliano dà una lezione di civiltà

A Marigliano una folla plaudente accoglie il Giro D'Italia e i suoi protagonisti

SAN VITALIANO –  MARIGLIANO  -Quello che è accaduto a San Vitaliano durante la tappa Paestum–Napoli del Giro d’Italia non è una bravata, non è goliardia, non è entusiasmo mal gestito: è un gesto gravissimo, pericoloso e inaccettabile. Due giovani, di 18 e 19 anni, sono stati ripresi mentre invadevano la carreggiata e tentavano di spingere i corridori in gara, mettendo a rischio l’incolumità degli atleti e di tutto il convoglio della corsa rosa. Un comportamento che avrebbe potuto provocare cadute, feriti, o addirittura tragedie.

Le immagini, diventate virali sui social, parlano da sole: braccia tese verso i ciclisti, un tentativo evidente di far perdere loro l’equilibrio. Solo la prontezza degli atleti e la fortuna hanno evitato il peggio. La Polizia di Stato, grazie ai filmati, ha identificato i due responsabili e li ha denunciati per pericolo per l’incolumità pubblica durante manifestazioni sportive. Gli investigatori stanno valutando anche ulteriori misure, tra cui il Daspo urbano.

La reazione del Giro d’Italia è stata immediata e durissima. L’organizzazione ha pubblicato un messaggio chiaro e inequivocabile: «Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona». Un richiamo forte, necessario, che sottolinea quanto la sicurezza sia un pilastro imprescindibile per una competizione che vive del contatto diretto con il pubblico.

Pochi metri più avanti, però, la corsa rosa ha trovato un clima completamente diverso. A Marigliano, lungo Corso Umberto I, una folla numerosa e calorosa ha accolto i ciclisti con entusiasmo, correttezza e senso civico. Nessuna invasione di percorso, nessun comportamento pericoloso: solo applausi, bandiere, famiglie e appassionati che hanno trasformato il passaggio del Giro in una festa di sport e comunità. Un contrasto netto, quasi simbolico: da un lato l’incoscienza di pochi, dall’altro la maturità di un’intera città che ha dimostrato come si possa vivere un grande evento sportivo con passione ma anche con rispetto.

L’episodio di San Vitaliano merita una condanna ferma e senza attenuanti. Non si tratta di “ragazzate”: mettere a rischio la vita di atleti lanciati a oltre 40 km/h è un atto irresponsabile che offende lo sport e la comunità. Allo stesso tempo, la risposta di Marigliano merita di essere evidenziata: ordine, partecipazione e sicurezza. Un modello di comportamento che dovrebbe essere la norma in ogni tappa del Giro.