GIUGLIANO – Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, il personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli, che ha condotto il cuore dell’attività investigativa, diretto dal Capitano Enrico D’Amato, con il supporto del Gruppo Carabinieri Forestali di Napoli, comandato dal Tenente Colonnello Marco Trapuzzano, e della Compagnia Carabinieri di Giugliano in Campania, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal G.I.P.
Il provvedimento riguarda dodici soggetti gravemente indiziati di aver invaso terreni pubblici classificati come patrimonio disponibile della Regione Campania, già appartenenti al disciolto Ente Opera Nazionale per i Combattenti. L’area sequestrata si trova nel territorio di Giugliano in Campania, tra le località di Licola e Marina di Varcaturo.
Le indagini, sviluppate in modo approfondito dal Nucleo Investigativo attraverso accurati sopralluoghi e verifiche documentali finalizzate alla ricostruzione storica dei fabbricati e alla verifica dei titoli di proprietà degli attuali occupanti, hanno delineato un quadro indiziario secondo cui gli indagati, dopo aver occupato i terreni, avrebbero realizzato senza autorizzazione 18 manufatti abusivi, continuando poi ad abitarli sine titulo.
Gli approfondimenti investigativi hanno riguardato anche la gestione dei reflui domestici: sono stati rilevati allacci abusivi alla rete fognaria comunale e la presenza di fosse di accumulo (i cosiddetti pozzi neri). Su tali aspetti sono in corso ulteriori verifiche per accertare la regolarità dello smaltimento e le eventuali ripercussioni sull’inquinamento del Lago Patria.
Poiché gli immobili risultano inseriti dalla Regione Campania nel “Piano di Valorizzazione ed Alienazione”, qualora gli attuali occupanti non completassero entro i termini previsti il percorso di sdemanializzazione, si procederà allo sgombero degli edifici da persone e cose.
Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare reale adottata nella fase delle indagini preliminari. I destinatari restano persone sottoposte a indagine e, come tali, da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.



