ANGRI – MARIGLIANO – È una di quelle storie che il calcio sa regalare solo quando tutto sembra perduto. Una storia di orgoglio, resilienza e miracolo sportivo. L’artefice ha un nome e un volto mariglianese: Armando Nocerino, il tecnico chiamato a gennaio a prendere in mano un’U.S. Angri allo sbando, ultima in classifica e schiacciata da una crisi che pareva irreversibile.
Quando Nocerino arriva nell’Agro, la squadra è in caduta libera. Ultimo posto, ambiente scoraggiato, società in difficoltà economiche. Un contesto che avrebbe piegato chiunque. Non lui. Il tecnico mariglianese ricompatta lo spogliatoio, crea un gruppo che si isola dal rumore esterno e si concentra su un unico obiettivo: la salvezza, considerata da molti un’utopia. Il campo gli dà ragione: nelle ultime sei partite, l’Angri mette insieme 4 vittorie e 2 pareggi, una media da alta classifica. L’unica resa arriva contro le prime tre del girone. Il resto è una cavalcata che profuma di impresa.
Nocerino racconta così quei tre mesi intensi: «Dissi alla squadra che, se fossimo stati all’altezza dell’amore dei nostri tifosi, ci saremmo salvati. I ragazzi sono andati oltre ogni aspettativa. Nessuno avrebbe pronosticato un finale così. Questa impresa ci legherà per sempre. Dedico tutto a mio padre, scomparso poco più di un mese fa».Parole che restituiscono la dimensione emotiva di un percorso che ha unito squadra, tecnico e tifoseria.
Dentro questa impresa c’è anche una storia che sembra scritta dal destino. Bruno Petrone, giovane calciatore vittima di un grave episodio di cronaca il 27 dicembre 2025 – accerchiato e accoltellato ai baretti della Riviera di Chiaia – torna in campo a mezz’ora dalla fine della gara decisiva. Segna il 3-0, chiude la partita, corre sotto la tribuna con gli occhi lucidi. È la corsa di chi ha visto la morte in faccia e ora ritrova la vita. È la corsa di una squadra che rinasce quando nessuno ci credeva più.
L’U.S. Angri è salva. Il pubblico in lacrime, l’abbraccio tra squadra e tifosi, la dedica del mister al padre: tutto contribuisce a rendere questa salvezza una pagina indelebile di sport e umanità. E Marigliano applaude il suo concittadino, protagonista di una delle imprese più emozionanti della stagione calcistica campana.






