La vittoria

Marigliano, l’impresa dei Laya Homines: un progetto nato tra amici conquista il titolo Uisp B

Laya Homines Campioni Uisp B Pallacanetsro Marigliano
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Dal sogno di tre amici al trionfo nelle Final Four Uisp B, la favola dei Laya Homines Marigliano Marigliano – Certe storie sportive non nascono nei palazzetti pieni o nei grandi club professionistici. Nascono tra amici, nei ricordi di un campetto, nella nostalgia di un pallone che rimbalza dopo anni di silenzio. È proprio così che, nel 2023, prende vita Laya Homines: da un’idea semplice, autentica e profondamente legata al territorio. Tutto parte da tre amici, uniti dalla stessa passione vissuta da ragazzini sui campi di Marigliano. Dopo più di cinque anni lontani dal basket giocato, nasce in loro il desiderio di tornare a vivere quelle emozioni. Ma non volevano farlo in una squadra qualsiasi. Volevano farlo insieme alle persone con cui avevano condiviso pomeriggi, tornei improvvisati e sogni adolescenziali.

Da quell’idea prende forma un progetto genuino: creare una squadra composta interamente da ragazzi di Marigliano, soprattutto giovani del territorio, dando vita non soltanto a un gruppo sportivo, ma a una vera comunità. I primi passi, però, non sono stati semplici. La stagione inaugurale è stata segnata da diverse difficoltà, soprattutto sul piano tecnico. Mancavano esperienza, automatismi e ritmo partita. Ma ciò che non è mai mancato alla squadra è stato lo spirito che l’aveva fatta nascere: amicizia, appartenenza e voglia di crescere insieme. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, i Laya Homines hanno iniziato a costruire la propria identità. Una squadra giovane, affamata, profondamente legata al proprio paese e capace di trasformare l’entusiasmo in energia competitiva.

Con il passare del tempo, però, a crescere non è stata soltanto la squadra. Attorno al progetto si è creata una comunità sempre più unita e appassionata. Sempre più giovani di Marigliano hanno iniziato a seguire e sostenere i propri ragazzi, riconoscendosi nei valori genuini della squadra: amicizia, sacrificio e appartenenza. La dimostrazione più bella è arrivata durante le Final Four di Monterusciello. Nonostante oltre un’ora di distanza da Marigliano, una quarantina di persone hanno raggiunto il palazzetto per sostenere la squadra, trasformando una semplice partita in un momento di aggregazione e orgoglio collettivo.

Un’immagine che racconta perfettamente quanto lo sport, quando vissuto in maniera autentica, possa unire i giovani e creare qualcosa che va ben oltre il risultato sul campo. Negli anni il gruppo è maturato senza mai perdere la propria natura. Nessuna rivoluzione, nessuna corsa a nomi esterni: il cuore del progetto è rimasto quello originario, fatto di ragazzi del territorio che indossano la maglia con orgoglio e senso di appartenenza. La stagione 2025-2026 è stata quella della consacrazione, anche grazie ad innesti importanti nell’organigramma come quelli di Nicolò Proto ed Angelo Caccavale che hanno permesso alla squadra di fare il salto di qualità anche e soprattutto a livello mentale. Una cavalcata straordinaria, culminata con un dato simbolico e impressionante: dieci vittorie su dieci in casa. Un fortino inespugnabile costruito grazie al sostegno del pubblico, all’intensità del gruppo ed alla consapevolezza acquisita nel tempo.

Il capolavoro definitivo è poi arrivato alle Final Four con i Laya Homines che hanno saputo completare il proprio percorso nel modo più bello possibile, conquistando il titolo e vincendo il campionato UISP di Serie B. Il merito di questo percorso va soprattutto a un giovane coach, Gianluigi Lo Regio, capace di compiere un autentico capolavoro sportivo ed umano. Ha preso un gruppo di ragazzi che da anni non metteva piede in campo e, con pazienza, entusiasmo e competenza, è riuscito a trasformarlo in una squadra vera. Oltre ai risultati, ciò che colpisce è la capacità di aver restituito fiducia, spirito di sacrificio e passione per il basket. Da un sogno nato tra tre amici a una vittoria che resterà nella memoria di un’intera comunità. La storia dei Laya Homines dimostra che, a volte, le imprese più belle non nascono dai grandi investimenti o dalle ambizioni smisurate, ma dal desiderio sincero di tornare a condividere una passione con le persone giuste.

 

Nella foto i Laya Homines in trionfo