MARIGLIANO – MARIGLIANELLA – L’avvenuta consegna del sito Agrimonda alla regione per avviare i lavori di bonifica ha scatenato una serie di interviste e post sui social, accompagnate da foto e autointestazioni del “risultato” da parte di politici e amministratori. Non meraviglia certo l’opportunismo politico, a cui siamo purtroppo abituati però quello che manca nelle foto e nel tenore dei post è il rossore della vergogna e le scuse ai cittadini per una vicenda surreale.
Eh sì, manca il rossore della vergogna perchè ci sono voluti 31 anni per avviare a risoluzione la questione Agrimonda, sottovalutata per 25 anni da (quasi) tutta la politica locale e regionale, fino a quando Arpac non ha certificato il grave stato d’inquinamento del sito e delle aree circostanti. Anche un bambino ne avrebbe capito la pericolosità, per le quantità di prodotti chimici coinvolti e la posizione vicino ai centri abitati, ma i comuni, regione, ministero, commissariati vari hanno scelto di mettere la testa sotto la sabbia fino a che non sono stati obbligati ad agire e a procedere alla bonifica.
E mancano sicuramente le scuse ai cittadini, in principal modo a quelli residenti a ridosso del sito e in particolare a Ciro Tufano: per 31 anni si è battuto instancabilmente per una soluzione del problema e con l’ausilio e il supporto di medici, tecnici e pochissimi politici indipendenti per far capire la pericolosità del sito, sia per l’ambiente sia per la salute delle persone, ma troppo spesso tutti sono stati etichettati come fastidiosi e stupidi allarmisti.
A breve comincerà il processo di bonifica e siamo tutti contenti (ci mancherebbe!!!), ma resta irrisolto il nodo del rischio sanitario a cui sono state esposte le persone residenti intorno al sito di Agrimonda e le comunità di Marigliano e Mariglianella e senza un iter chiaro (screening ad hoc) non si dovrà usare la parola “fine” per questa triste vicenda. Dopo 31 anni nessuno si accontenta più, ne va della qualità della vita di tutti.
Salvatore De Riggi





