Il confronto

Marigliano, riconoscimento regionale sulla residenza ai fragili: si apre il confronto politico

Botta e risposta tra PD e FdI

Marigliano comune
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – La Regione Campania ha indicato il Comune di Marigliano come esempio di “buona pratica” nelle procedure di accesso alla residenza per le persone più vulnerabili, in particolare per coloro che sono vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato. Il riconoscimento arriva nell’ambito delle attività del Programma Su.Pr.Eme.2, che promuove percorsi di inclusione e tutela dei diritti fondamentali.

Il Partito Democratico di Marigliano ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, definendolo un segnale del lavoro svolto dall’amministrazione. Secondo il PD, la semplificazione delle procedure anagrafiche consente a persone spesso invisibili di accedere a diritti essenziali come assistenza sanitaria, lavoro regolare, iscrizione al Centro per l’Impiego e servizi bancari. Il circolo locale sottolinea che il modello adottato a Marigliano è già in fase di estensione ad altri Comuni dell’area vesuviana, come Poggiomarino, Scisciano e San Giuseppe Vesuviano, e che il riconoscimento regionale rappresenta un incentivo a proseguire su una linea che unisce legalità e inclusione.

Di segno diverso la valutazione del circolo di Fratelli d’Italia, che pur riconoscendo il valore dell’iniziativa e la necessità di sostenere le vittime di sfruttamento, invita alla prudenza. Secondo FdI, la residenza non è un atto simbolico ma un accesso diretto a servizi pubblici, risorse e prestazioni sanitarie. Il partito richiama esperienze di altri territori dove ampliamenti non accompagnati da controlli adeguati hanno generato tensioni sociali e pressioni sui sistemi amministrativi.

Per questo, FdI ritiene che l’amministrazione avrebbe dovuto chiarire preventivamente alcuni aspetti operativi, ponendo tre domande ritenute centrali:” Chi effettua i controlli sulle condizioni dei richiedenti, quali criteri vengono adottati per concedere la residenza e  quali verifiche sono previste nel tempo”. Il Circolo di Marigliano sottolinea la necessità di garantire equilibrio, legalità e tutela del territorio affinché una misura pensata per proteggere i più fragili non produca effetti indesiderati.

Il riconoscimento regionale ha dunque aperto un confronto politico locale che riflette un dibattito più ampio: come coniugare tutela dei diritti, contrasto allo sfruttamento e sostenibilità amministrativa. La discussione proseguirà nelle prossime settimane, mentre il modello Marigliano continua a essere osservato anche da altri Comuni campani coinvolti nei programmi di inclusione.