POMPEI – Dal 1° al 7 giugno 2026, Pompei torna a essere capitale del grande schermo con la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, presieduto da Annarita Borelli e diretto da Enrico Vanzina. Un appuntamento che conferma la vocazione del Festival: partire dalla forza simbolica di Pompei per aprirsi al cinema contemporaneo internazionale, intrecciando linguaggi, culture e visioni.
Il Festival propone 15 cortometraggi italiani in concorso, firmati da giovani autori che raccontano il Paese attraverso sguardi nuovi, e 6 lungometraggi internazionali provenienti da Italia, Germania, Giappone, Cina, Albania e Macedonia. Le proiezioni si terranno al Nexus MaxiMall Entertainment, struttura dotata di sei sale cinematografiche di ultima generazione e di un auditorium da 364 posti, pensato per eventi di respiro internazionale.
L’edizione 2026 si apre con il cortometraggio Il tempo ritrovato, manifesto visivo del Festival, diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina. Un’opera poetica che riflette sulla natura viva di Pompei e sul ruolo del cinema come luogo in cui il tempo non si conserva soltanto, ma si riattiva, torna a pulsare, diventa memoria che respira. A dare voce al racconto è Luca Ward, accompagnato da un cast che riunisce Gino Rivieccio, Veronica Olivier, Fabrizio Nevola, Annarita Borelli e Alessio Sica. La fotografia è firmata da Claudio Zamairon.
Il Festival propone un viaggio cinematografico che tocca identità, memoria, arte, legami familiari e ricerca di sé: “Le sorelle (Italia) – Un gioco di ruoli tra gemelli svela gelosie e segreti. Münter & Kandinsky (Germania) – L’amore tormentato tra i due artisti e la nascita del Blaue Reiter. Hakkenden (Giappone) – La leggenda degli otto guerrieri narrata da Bakin Takizawa con il sostegno di Hokusai. Home Away, Home Close (Cina) – Un fotografo di Hong Kong cerca identità tra città e montagne tibetane. Broken (Albania/Italia/Macedonia) – Jani torna in Albania dopo il carcere e affronta un Paese cambiato e un figlio corrotto. E se mio padre (Italia) – Una dodicenne indaga sui segreti del padre nell’Italia degli anni ’70 e ’80″.
Il Festival si conferma un laboratorio culturale che intreccia cinema, letteratura, giornalismo e linguaggio:
2 giugno – “Dalla cronaca all’immagine” con Federico Ruffo e Ottavio Lucarelli
3 giugno – “Scrivere immagini” con Maurizio De Giovanni
4 giugno – “Le finte bionde” con Enrico Vanzina
5 giugno – “Dalle parole al cinema” con Adriano Monti Buzzetti Colella e Rosario Coluccia
In tutti gli incontri saranno presenti Enrico Vanzina e Annarita Borelli, a testimonianza del ruolo del Festival come spazio di dialogo tra parola, immagine e identità culturale.
Grande attenzione è riservata ai ragazzi, con la proiezione dei cortometraggi realizzati dagli studenti degli istituti superiori campani nell’ambito del progetto educativo promosso dal Festival e dalla Fondazione Cultura&Innovazione. Un ponte diretto tra scuola, industria e creatività, che offre ai giovani l’opportunità di vedere il proprio lavoro sul grande schermo.
La serata conclusiva vedrà la consegna dei premi ufficiali per lungometraggi, cortometraggi e opere dei giovani. Saranno inoltre assegnati i Premi alla Carriera a tre protagonisti del panorama artistico italiano: Ezio Greggio, Massimiliano Gallo E Massimo Ghini. La cerimonia, condotta da Annarita Borelli con Enrico Vanzina, sarà arricchita dall’esibizione dei tenori Zhu Jianwei, Ren Zixuan e Zheng Zhongxiang, in un momento che unisce culture diverse attraverso il canto lirico. A chiudere il Festival, la proiezione de Il tempo ritrovato, in una dedica finale alla memoria come filo invisibile che unisce passato, presente e futuro del cinema.





