ERCOLANO – Il Parco Archeologico di Ercolano torna al centro dell’attenzione nazionale e internazionale grazie al Press Tour dedicato alla valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie, l’antico asse viario che collegava Napoli a Reggio Calabria e che oggi rappresenta un itinerario culturale di straordinaria ricchezza. Durante la visita, archeologi e studiosi hanno illustrato alla stampa le ultime scoperte e gli eccezionali risultati ottenuti dallo studio dei reperti lignei, un unicum mondiale che rende Ercolano un laboratorio scientifico senza eguali.
L’archeologo Domenico Camardo ha spiegato come l’analisi dei materiali lignei stia restituendo informazioni preziosissime non solo sulla vita quotidiana romana, ma anche sull’ambiente naturale dell’epoca: «Dallo studio dei legni siamo riusciti a capire che il 90% del legno utilizzato era abete bianco. Questo ci dice che i Monti Lattari e il Vesuvio erano probabilmente coperti da foreste di abete bianco. Abbiamo dati specifici e straordinari».
Camardo ha ricordato come il primo flusso piroclastico dell’eruzione del 79 d.C., rapidissimo e devastante, abbia strappato i tetti delle case, trascinando sulla spiaggia travi e strutture lignee oggi recuperate, restaurate e conservate:«Stiamo costruendo nuovi laboratori e depositi con una sezione dedicata ai legni. Studiare questi reperti significa capire tecniche costruttive, specie utilizzate e perfino l’economia del legname in età romana».
L’archeologa Maria Carmen Pepe, funzionaria del Parco, ha illustrato alla stampa il nuovo allestimento dell’Antiquarium dedicato proprio ai legni: «Abbiamo trovato letti, armadi, tavolini, sgabelli e perfino la culla di un neonato. Sono perfettamente integri, conservati con i colori originali dei diversi legni. Una specificità unica al mondo». Un patrimonio che racconta la vita, le abitudini e l’intimità delle famiglie ercolanesi prima della tragedia del 79 d.C.
Il Press Tour rientra nel grande progetto di valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie, illustrato da Luca Esposito, referente Archeoclub d’Italia e autore dello studio che ha riportato alla luce l’antico tracciato: «Mettiamo in rete 2200 anni di storia, 260 chilometri, 45 città e borghi, 15 antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni e 4 Province. Otto anni di studio sul campo, camminando centimetro dopo centimetro».
Esposito ha sottolineato come il percorso custodisca taverne ottocentesche, tratti di basolato romano, monumenti e siti archeologici immersi in paesaggi incontaminati:«Abbiamo ritrovato anche il basolato originale della Consolare Romana che collegava il Sud al Nord. Un patrimonio immenso».
Dopo Ercolano, la stampa visiterà: Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni, Rievocazione storica del 1656 con 1500 figuranti in costumi d’epoca, Basilica Paleocristiana di Nocera Superiore, candidata a patrimonio Unesco, Grotte di Auletta–Pertosa, nel cuore del Cilento. Un viaggio che unisce archeologia, storia, paesaggio e identità culturale.






