Una comunità non dimentica chi l’ha accompagnata per anni con amore, ascolto e presenza costante. È stato questo il filo che ha cucito insieme Faibano di Camposano, Sasso di Roccarainola e tutte le realtà che hanno incrociato il cammino di don Virgilio Marone e di don Giuseppe “Peppino” Gambardella, nel giorno del loro 60° anniversario di sacerdozio.
Un momento carico, nato dall’urgenza di dire grazie. Perché ci sono sacerdoti che passano e altri che restano. Loro sono rimasti: nelle vite, nelle scelte, nelle storie di tante persone.
La serata si è fatta più densa quando Faibano ha preso la parola per don Peppino. Nelle parole della professoressa Tina Spampanato c’era la voce di un’intera comunità. Lo ha ringraziato per l’umanità che non alza la voce, per la gentilezza che non si dimentica, per la capacità di esserci sempre, con discrezione e con il cuore. Negli anni, don Peppino è diventato presenza familiare, guida spirituale, punto di riferimento per generazioni che sono cresciute con la sua porta sempre aperta.
Infatti, accanto a Faibano c’era Pomigliano d’Arco, tappa fondamentale del suo percorso pastorale. Una comunità che lo ha visto spendersi con dedizione e amore per la sua gente. Tornare, oggi, è stato il modo più eloquente per dire che certi legami non si sfilacciano con il tempo e per ringraziarlo per tutte le volte che don Peppino si è speso per la loro comunità.
Per Sasso di Roccarainola, don Virgilio è molto più di un parroco. È la guida che ha saputo fare spazio, soprattutto ai giovani. Che ha costruito unione dove c’era distanza, relazioni autentiche dove c’era abitudine.
Lo raccontano le iniziative di solidarietà, le raccolte fondi, i momenti dedicati ai bambini che vivono nei territori segnati dalla guerra. Ha aperto la comunità a realtà come “Azione per un Mondo Unito” e al movimento dei Focolarini, portando dentro la parrocchia gli ideali di Chiara Lubich.
Lo raccontano eventi come l’apericena per Mediterranea, organizzata con i ragazzi di Gio.C.A Live: occasioni in cui don Virgilio ha continuato a seminare comunità insieme a Fedele Salvatore, insegnando che stare insieme è già un modo per aiutare gli altri. Emozionanti anche le lettere dei bambini della comunità di Sasso come quelle scritte da Giuseppe Riccio, Beatrice Miele, Chiara Napolitano e Anna Chiarolanza che hanno ringraziato don Virgilio per tutto quello che negli anni sta facendo per loro.
A orchestrare questo abbraccio è stato don Mimmo Iervolino, insieme ai parrocchiani di Faibano e di Sasso. Don Mimmo ha curato ogni dettaglio con l’affetto di chi sa che non sta organizzando un evento ma custodendo una storia.
Tra i presenti, anche i ragazzi di Gio.C.A Live e un bel pezzo della macchina organizzativa dell’Estate Ragazzi di Lausdomini, accompagnati da Fedele Salvatore. Sono venuti a portare il loro affetto ai due sacerdoti. La loro presenza dice molto, soprattutto del legame costruito negli anni sia con don Peppino che con don Virgilio, da sempre vicini ai giovani e impegnati nella crescita educativa e umana del territorio.
I festeggiamenti per questi sessant’anni di sacerdozio hanno avuto il sapore di un grande abbraccio comunitario. Non c’erano discorsi solenni. C’era la verità semplice di due vite spese con dedizione.
Don Peppino e don Virgilio hanno lasciato nella vita delle persone qualcosa che il tempo non cancella: la certezza di essere stati visti, ascoltati, accompagnati. E questo, per una comunità, è già Vangelo.









