La collettiva

Marigliano, “L’Arte si fa Madre” chiude con la grande collettiva al Santuario della Speranza

Generico giugno 2026
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Si chiude con una grande mostra collettiva il percorso di “L’Arte si fa Madre”, la rassegna culturale diffusa che nelle ultime settimane ha animato la città di Marigliano con esposizioni, performance e iniziative dedicate alla valorizzazione del territorio attraverso i linguaggi dell’arte.

L’appuntamento finale è in programma sabato 20 e domenica 21 giugno 2026 nel chiostro del Santuario della Madonna della Speranza, dove saranno esposte le opere dei ventidue artisti protagonisti dell’intera manifestazione. L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato alle ore 17.

Ad aprire la serata saranno i saluti di Padre Giuseppe Sorrentino, guardiano del Santuario, del sindaco Gaetano Bocchino e dell’assessore alla Cultura Annarita Maione. Seguiranno gli interventi del professor Gianpasquale Greco, critico e storico dell’arte, mentre le conclusioni saranno affidate a Fulvia Serpico, direttrice artistica dell’evento e referente dello studio Jus et Ars, promotore della rassegna insieme al patrocinio morale del Comune di Marigliano.

Spazio anche alla contaminazione tra le arti con momenti musicali e performativi. Ad accompagnare l’inaugurazione saranno Aniello De Sena al mandolino, Marco Di Mauro alla chitarra e Antonio Onorato alla voce, mentre la performance di danza sarà curata da Lucia Viglietti.

La collettiva riunirà le opere di Gilda Antoniello, Anima Campania di Raffaele Del Giudice, Jacopo Camera, Angelo Corcione, Sonia Di Marzo, Ermelino Di Paolo, Margherita D’Alessandro, Raffaele D’Errico, Antonietta Fierro, Francesca Fierro, Sofia Maglione, Michele Mautone, Chiara Monda, Simona Mostrato, Laura Polise, Luigi Saviano, Lavinio Sceral, Luciana Scippa, Fabiana Sidote, Cristina Sodano, Alessandra Torrente e Marina Vitolo.

Le opere resteranno visitabili anche domenica 21 giugno, dalle 9 alle 19, con ingresso libero.

La rassegna, partita a metà maggio, ha preso ispirazione dal pensiero di Joseph Beuys sulla creatività come patrimonio fondamentale dell’essere umano. Dalla mostra diffusa “Fuori l’Arte!” nelle vetrine del centro cittadino fino agli eventi in Piazza Municipio e alle attività de “La Fucina dell’Arte”, il progetto ha puntato a trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro e partecipazione culturale.

«La cultura condivisa è l’unico modo per creare nuovi linguaggi e cambiare il mondo», ha dichiarato Fulvia Serpico, sottolineando il valore sociale dell’arte come strumento di cura, rigenerazione e comunità.

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