SCISCIANO – Dopo il sequestro del presunto canile abusivo scoperto a Scisciano dai Carabinieri della Stazione di San Vitaliano insieme ai veterinari dell’ASL Napoli 3 Sud, interviene con fermezza LNDC Animal Protection, che ha depositato una denuncia formale chiedendo chiarezza e giustizia per gli animali coinvolti.
Nel terreno sequestrato, secondo quanto emerso, erano detenuti otto cani in condizioni definite “incompatibili con qualunque principio di benessere animale”: sette cuccioli di chihuahua rinchiusi in gabbie anguste e sporche, e un meticcio legato con una catena al collo, pratica oggi vietata dalla normativa nazionale. Il proprietario dell’area, un uomo di 80 anni, è stato denunciato. Gli animali sono stati trasferiti in una clinica veterinaria convenzionata per ricevere cure e assistenza.
La presidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati, ha espresso indignazione per quanto accaduto: “Nessun animale dovrebbe essere costretto a vivere in spazi ridotti, sporchi e privi delle condizioni minime necessarie a garantire il suo benessere fisico e psicologico. Particolarmente grave è la presenza di una catena che limitava i movimenti di uno dei cani”.
L’associazione chiede che vengano svolti tutti gli accertamenti necessari per stabilire da quanto tempo gli animali si trovassero in quelle condizioni, eventuali ulteriori violazioni della normativa sul benessere animale e possibili responsabilità aggiuntive legate alla gestione del terreno e degli animali. Rosati sottolinea come episodi del genere continuino a emergere con preoccupante frequenza: “Troppo spesso ci imbattiamo in situazioni in cui i cani vengono trattati come oggetti da confinare, anziché come esseri senzienti con esigenze etologiche precise. È fondamentale che la legge intervenga con il massimo rigore”.
LNDC ha espresso gratitudine ai Carabinieri e al personale veterinario dell’ASL per il tempestivo intervento che ha permesso di sottrarre gli animali a una condizione di evidente sofferenza. L’associazione seguirà da vicino l’evoluzione del caso e ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile qualora si arrivi a processo, per tutelare – come sempre – i diritti degli animali maltrattati.





