I problemi

Vesuvio, gestione a costo zero: le criticità denunciate da Potere al Popolo Torre del Greco

Vesuvio Torre del Greco Ercolano
- Foto d'Archivio

TORRE DEL GRECO – Una delegazione di Potere al Popolo! Torre del Greco e Alternativa Civica Popolare ha incontrato il 23 giugno il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, e la direttrice Paola Conti, per affrontare i nodi irrisolti della gestione del Parco e chiedere chiarimenti su una situazione che da anni presenta criticità strutturali.

Dal confronto è emersa una linea politica chiara: il Parco opera dentro un sistema indebolito da anni di disinvestimento, logiche di gestione a “costo zero”, personale ridotto e competenze frammentate. Secondo Potere al Popolo!, questo modello ha trasformato la manutenzione del territorio in una voce di bilancio da comprimere, lasciando che ogni estate si ripresenti l’emergenza incendi, con interventi pubblici attivati solo quando il danno è già avvenuto. La prevenzione, spiegano, resta appesa a fondi insufficienti e strumenti parziali, mentre ai territori servirebbe una strategia pubblica stabile, coordinata e verificabile.

Il movimento ha chiesto che il Piano Antincendio Boschivo e il Piano di gestione forestale siano resi pubblici in forma chiara e accessibile, così da conoscere: quali interventi sono stati completati prima dell’estate, quali aree restano esposte e quali enti sono responsabili e con quali tempistiche. Solo così, sostengono, si può parlare di prevenzione reale.

Durante l’incontro è stato evidenziato un dato preoccupante: solo 12 DOS (Direttori delle Operazioni di Spegnimento) per 13 comuni del Parco. Una figura che nel 2025 era del tutto assente e che oggi, pur presente, resta numericamente insufficiente per coordinare operazioni complesse che coinvolgono mezzi di terra e velivoli antincendio. Potere al Popolo! ha espresso la necessità di una regia pubblica forte e centralizzata, soprattutto quando a soggetti esterni vengono affidate funzioni altamente specializzate.

Altro nodo critico riguarda le linee tagliafuoco: spesso, è stato spiegato, questa funzione viene svolta dai sentieri. Una scelta che, secondo il movimento, rivela l’adattamento alla scarsità di risorse: un sentiero largo pochi metri può aiutare, ma nelle pinete il fuoco corre anche attraverso le chiome, rendendo la protezione insufficiente.

Molti incendi nascono o si alimentano in terreni privati sporchi o abbandonati. Potere al Popolo! chiede un censimento unico da parte dei 13 comuni vesuviani, con: elenco dei proprietari, situazioni a rischio, provvedimenti adottati e sanzioni e confische nei casi più gravi. Il fuoco non conosce confini comunali, sottolineano: la prevenzione non può essere frammentata. A questo si aggiunge il problema storico delle aree isolate trattate come discariche, una ferita aperta del Vesuvio da decenni.

Il movimento collega la situazione locale a un quadro nazionale: mezzi e fondi pubblici impiegati nella gestione dell’emergenza, mentre la prevenzione viene considerata un costo da tagliare. Il risultato è un sistema che ogni estate si prepara a spegnere il fuoco, invece di impedirne la propagazione.

Potere al Popolo! ha annunciato che parteciperà ai tavoli tecnici proposti dal Presidente De Luca e dalla direttrice Conti, chiedendo che ogni passaggio sia pubblico e trasparente. Il Parco, sostengono, può diventare una risorsa enorme per: agricoltura vesuviana, produzione vinicola, valorizzazione dei sentieri ed economia locale sostenibile. Per questo, il movimento ribadisce la necessità di continuare il controllo popolare, portando la discussione fuori dalle stanze istituzionali e garantendo ai cittadini strumenti per trasformare la tutela del Vesuvio in una battaglia collettiva.