SAVIANO – Si sono definiti “dilettanti allo sbaraglio” le attrici, gli attori, il corpo di ballo, i cantanti e i musicisti che hanno animato e allietato la serata di domenica 12 luglio presso l’Auditorium di Saviano per la cerimonia conclusiva del triennio dell’Azione Cattolica Carmine Esposito Faibano di Marigliano. Invece hanno raccolto un eccezionale consenso da parte del pubblico per aver messo in scena uno spettacolo straordinario che ha conquistato gli spettatori.
Applausi scroscianti, commenti positivi anche nei giorni avvenire; si tratta del meritato riconoscimento per quanti hanno preso parte alla proposta dell’AC Carmine Esposito, operante ormai da 10 anni sul territorio della piccola comunità faibanese che suole definirsi con orgoglio “grande famiglia”. Il successo dell’evento è stato determinato, come hanno raccontato a fine serata alcuni dei protagonisti dal palco, dal lavoro di squadra e dalla passione che ha animato i partecipanti, ma anche dall’impegno che li ha visti cimentarsi per oltre due mesi con costanza, impiegando quotidianamente ore di lavoro e prove. Del resto, come ricordato dal regista e autore della commedia portata in scena “o’ Cunvento e Attilio o pazzo”, Nunzio della Marca, dirigere attori amatoriali custodisce l’autenticità e l’entusiasmo che talvolta sbiadisce tra i professionisti; un ulteriore aspetto che ha impreziosito la resa finale dell’evento.
Va ricordata la trasversalità della manifestazione che, come ribadito durante la cerimonia conclusiva dalla presidente dott.ssa Pina Monda, aveva come nodo centrale il concetto di “inclusione”, step di partenza e motore programmatico del triennio 2024/2026 dell’AC Carmine Esposito. Inclusivo alla lettera, negli intenti, nonché nei fatti è stato l’intero spettacolo, sia per la partecipazione intergenerazionale che ha visto intervenire bambini, adolescenti, giovani, adulti; sia per aver introdotto sulla scena personaggi emblematici che vengono collocati sovente ai margini della società, derisi o esclusi (prostitute, uomini di malaffare, persone con disabilità).
La seconda parte dello show è stata dedicata a Napoli con una rappresentazione di canto e ballo dal titolo “Simme e Napule” durante la quale sono emersi veri e propri talenti diretti dai maestri Luigi Esposito e Pasquale Castaldo, voci straordinarie per intensità e bravura, musicisti che hanno dato prova di sensibilità artistica e preziosismi tecnici. Infine il corpo di ballo diretto dalla maestra Orlanda Egizio che ha contribuito con performance di livello ad intrattenere gli astanti ed è riuscita a portare in scena anche i più piccoli.
A chiudere la manifestazione l’emozionante momento dei saluti e dei passaggi di consegna per alcuni membri del direttivo AC Carmine Esposito che hanno ringraziato quanti negli anni hanno arricchito l’esperienza dell’associazionismo ricoprendo ruolo attivo e prendendo parte alle numerose e significative attività poste in essere durante il triennio di lavoro. Si è ricordata con commozione la figura del professore Esposito, cui l’AC è intitolata, anche attraverso le parole del nipotino in un momento di grande pathos; sono stati ringraziati gli sponsor che hanno reso possibile la realizzazione materiale dell’evento, ha ringraziato l’associazione e tutti i protagonisti il sindaco di Marigliano, Gaetano Bocchino, che, in una incisiva riflessione, ha ricordato l’impegno del Comune nel supportare l’associazionismo territoriale e l’esigenza nonché l’auspicio di realizzare su suolo mariglianese un auditorium che possa accogliere e dare risalto alle realtà locali da troppi anni costrette a emigrare nei comuni limitrofi. Infine, il ringraziamento al parroco Don Vladimir Montante che con la sua presenza gentile e discreta, supporta le iniziative dell’AC.
Insomma, il sipario si è chiuso tra gli applausi, tra le stradine della frazione di Faibano resta l’entusiasmo e un vociare amico ancora sospeso tra l’entusiasmo e l’allegria, qualcuno attende intrepido un bis, qualcun altro invoca un nuovo spettacolo; quello che, intanto, resta, è un messaggio aperto: la diversità è vera ricchezza e nel rispetto reciproco produce linfa vitale poiché una comunità che cammina insieme diventa qualcosa di più grande della somma delle sue parti.
Viviana Papilio





