Il viaggio

Marigliano, Estate Ragazzi: “Il Viaggio Insieme” dei sassolini tra sorrisi e riflessioni

Generico luglio 2026
- Foto d'Archivio

MARIGLIANO – Questa seconda settimana di Estate Ragazzi è stata un viaggio pieno di emozioni, amicizie, fantasia e momenti che difficilmente dimenticheranno Noah Domenico Lucania, Mattia Iovino, Giuseppe Castaldo, Marco Cavezza, Daniel Barbarino, Giuseppe Riccio, Matteo Genovese, Ludovica Santoriello e Aurora Pasqualina D’Onofrio.

Hanno vissuto giorni rumorosi di felicità, tra spettacoli inventati da loro in sinergia con gli animatori, laboratori, giochi d’acqua e sorrisi condivisi. Ma, insieme al divertimento, ci sono stati anche momenti più profondi, capaci di farci fermare, riflettere e guardare il mondo con occhi diversi. Perché a volte basta una storia, una parola o persino un nome letto ad alta voce per capire quanto siano importanti la pace, l’amicizia e il sentirsi vicini gli uni agli altri.

In queste righe i nostri piccoli giornalisti di “Un Viaggio Insieme” vogliono portarvi con loro dentro questa settimana speciale, per raccontarvi non solo ciò che hanno fatto ma soprattutto quello che hanno vissuto e sentito davvero.

“Cari lettori, all’inizio della seconda settimana di Estate Ragazzi, ogni squadra ha continuato a presentare il proprio “impegno del giorno”, un piccolo spettacolo preparato dai gruppi. Ogni squadra inventa una storia ispirata al personaggio da cui prende il nome, trasformando fantasia e divertimento in un momento speciale da condividere insieme. Il 29 giugno, per esempio, uno di noi, Giuseppe Riccio, ha interpretato un ladro che cercava di rubare il tesoro di Pippi. Quando lei lo ha scoperto, invece di sgridarlo, gli ha regalato una moneta. Da questa storia abbiamo imparato una cosa importante: non bisogna mai giudicare le persone dalle apparenze. Mercoledì mattina ci siamo divertiti tantissimo con “Calcio e corri”, un gioco pieno di energia e risate. Nel pomeriggio, invece, ci siamo rinfrescati con il divertentissimo “Basket bagnato”, tra schizzi d’acqua e tanto entusiasmo. Tra laboratori di bricolage, “Calcio pazzo”, Emozionamiamoci, il murales e il laboratorio di giornalismo, abbiamo vissuto una seconda settimana davvero bellissima, forse una delle più belle di tutta l’Estate Ragazzi. Il 30 giugno è successo qualcosa di davvero speciale: alcuni senior hanno giocato la sera insieme ai loro genitori. Anche il nostro amico Noah ha partecipato con il suo papà e alla fine dei giochi ci ha raccontato che erano felicissimi di aver condiviso quel momento insieme. Uno dei momenti più emozionanti della settimana è stato sicuramente la Marcia per la Pace “Il Sudario dei Bambini”. Abbiamo partecipato per ricordare tutti i bambini morti ingiustamente a causa della guerra. Con noi c’erano anche Ivan e Clara di Carnia, arrivati dal Friuli-Venezia Giulia, che hanno portato un grande sudario, cioè un lenzuolo bianco, con scritti i nomi dei 19.000 bambini morti fino all’anno scorso a Gaza. Ognuno di noi ha letto il nome e l’età di uno di quei bambini. Abbiamo camminato tanto per arrivare in piazza, ma è stata una passeggiata bellissima perché lo stavamo facendo per ricordare bambini come noi, che non ci sono più. La cosa più bella è stata avere accanto anche i nostri genitori. In piazza, Fedele insieme a Chirill ha ricordato anche i bambini morti in Ucraina e in altre parti del mondo. È stato un momento molto forte e commovente, che ci ha fatto riflettere tanto. Il nostro amico Giuseppe Riccio ha poi scritto un pensiero dedicato a Ghalia Al Bayouk, il bambino di 12 anni di cui aveva letto il nome. Vi salutiamo con le sue parole. Un abbraccio dai vostri amici di Un Viaggio Insieme. «Ghalia Al Bayouk sarebbe potuto essere un mio amico, un calciatore, un astronauta, un’intellettuale. Invece è uno dei migliaia di bambini morti in questa stupida guerra. Una guerra inutile per un pezzo di terra, una guerra stupida per un po’ di petrolio. E gli innocenti pagano con la loro vita. Io vorrei urlare “Stop alla guerra”, ma forse nessuno mi ascolterebbe perché ho solo 9 anni. Per alcuni potrei non essere importante, ma lo dico lo stesso, perché Ghalia era un bambino come me. Ora è solo un nome scritto sul sudario che ancora oggi viaggia in tutta Italia. Non ho avuto il coraggio di toccare il sudario, ma sono sicuro che Ghalia Al Bayouk abbia toccato il mio cuore.- Giuseppe Riccio».”

I pensieri di Noah Domenico Lucania, Mattia Iovino, Giuseppe Castaldo, Marco Cavezza, Giuseppe Riccio, Daniel Barbarino, Matteo Genovese, Ludovica Santoriello e Aurora Pasqualina D’Onofrio, che hanno costruito questo testo, erano semplici, diretti, capaci di raccontare il loro modo di vedere l’Estate Ragazzi, le amicizie nate, i giochi ma anche le emozioni che emergono quando si prova a dare un nome a ciò che si sente. Piccoli “stati scritti” che, messi insieme, diventano uno specchio sincero del loro vissuto.

È proprio partendo da queste voci che si arriva al momento più intenso della settimana: la Marcia per la Pace “Il Sudario dei Bambini”. Un cammino che ha trasformato il centro della città in uno spazio di memoria e silenzio condiviso. Il sudario, un grande lenzuolo bianco, riportava i nomi dei 19.000 bambini morti a Gaza, fino allo scorso anno. Una lunga lista che, in parte, letta ad alta voce, ha dato forma concreta a una realtà difficile da contenere nelle parole. Accanto a questo, nella stessa marcia e nello stesso spirito di raccoglimento, sono stati ricordati anche altri bambini vittime di guerre e conflitti in diverse parti del mondo, perché il dolore dell’infanzia colpita dalla violenza non conosce confini geografici né appartenenze.

Nel momento in cui i nomi venivano pronunciati, la piazza si è fatta silenziosa. Un silenzio che non era assenza, ma presenza: presenza di storie interrotte, di vite appena iniziate e mai arrivate a compimento. La partecipazione dei genitori, accanto ai più piccoli, ha reso tutto ancora più forte, come se le generazioni si fossero ritrovate unite nello stesso gesto di ascolto e memoria. Ed è proprio in questo spazio sospeso che resta una riflessione più ampia: cosa significa davvero ricordare? E quale responsabilità nasce quando una comunità decide di fermarsi, anche solo per un momento, davanti ai nomi dei bambini che non ci sono più?

Di: Noah Domenico Lucania, Mattia Iovino, Giuseppe Castaldo, Marco Cavezza, Daniel Barbarino, Giuseppe Riccio, Matteo Genovese, Ludovica Santoriello e Aurora Pasqualina D’Onofrio in collaborazione con Giovanna Ambrosino.