La lettera

Pendolari Vesuviani: “Moria di treni e ritardi. Serve una programmazione seria e stop alla sperimentazione”

Lettera aperta a EAV

Circumvesuviana Marigliano
- Foto d'Archivio

NAPOLI – Una lettera aperta, ironica nei toni ma durissima nei contenuti, è stata indirizzata dai Pendolari Vesuviani a EAV per denunciare ancora una volta i disservizi che da anni affliggono le linee vesuviane. A firmarla sono Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, il vicepresidente Salvatore Ferraro, l’avvocato Marcello Fabbrocini del comitato civico A. Cifariello di Ottaviano e Salvatore Alaia del comitato civico E(A)Vitiamolo.

Nel testo, i pendolari ricordano come anche quest’anno si sia registrata una “grande moria di treni”, accompagnata da guasti, ritardi e soppressioni che hanno reso estremamente difficoltosi gli spostamenti quotidiani. A ciò si aggiunge la contestata “sperimentazione” avviata tre anni fa, definita dai comitati «l’urdemo scuppolone», percepita come un ulteriore aggravio per chi utilizza la Circumvesuviana per lavoro o studio.

I pendolari sottolineano come, nonostante la crisi economica, abbiano continuato a pagare regolarmente abbonamenti mensili e annuali, mentre il servizio peggiorava e il numero dei viaggiatori diminuiva drasticamente: «Negli anni abbiamo perso dieci milioni di amici viaggiatori, siamo ancora in tanti e invece di treni ce ne sono pochi».

La richiesta rivolta a EAV è chiara: una nuova programmazione già da settembre, con più corse su tutte le linee e l’eliminazione della sperimentazione. Secondo i comitati, una migliore distribuzione dei convogli – evitando quelli che viaggiano vuoti in orari poco utili – permetterebbe di garantire un servizio più efficiente senza ulteriori sprechi.

«Non pretendiamo di arrivare in perfetto orario, ma sarebbe già bello partire in orario», scrivono i pendolari, chiudendo la lettera con una nota ironica: «Nessun treno è stato maltrattato per la scrittura di questa lettera, perché sono fermi in deposito». Una denuncia che torna a mettere al centro la condizione della Circumvesuviana, tra le infrastrutture più critiche della Campania, e che rilancia l’appello dei cittadini: un servizio pubblico deve essere affidabile, sicuro e rispettoso di chi ogni giorno lo utilizza.