L'accusa

TARI San Vitaliano, aumenta il peso sulle attività: San Vitaliano Merita attacca l’Amministrazione

Comune di San Vitaliano
- Foto d'Archivio

SAN VITALIANO – Nuova presa di posizione del gruppo San Vitaliano Merita, che denuncia pubblicamente quella che definisce una “contraddizione evidente” tra gli annunci dell’Amministrazione e le scelte contenute nell’ultima delibera sulla TARI. Secondo il movimento civico, le promesse di sostegno al commercio contenute nel terzo manifesto dedicato al SIAD e al Piano Commerciale sarebbero state disattese dai fatti.

Il gruppo richiama ironicamente la celebre canzone dei Jalisse, “Fiumi di parole”, per descrivere la distanza tra i proclami dell’Amministrazione e le misure adottate. Nel manifesto, si parlava di interventi a favore degli “eroici commercianti” che continuano a tenere aperte le loro attività “nonostante tutto”. Ma, secondo San Vitaliano Merita, la realtà sarebbe ben diversa: “L’Amministrazione aumenta la TARI alle attività economiche per abbassarla ai single, più di quanto previsto dalla legge”. Una scelta che il gruppo definisce politicamente incomprensibile, soprattutto alla luce degli impegni dichiarati nel SIAD.

San Vitaliano Merita ricorda che a giugno l’Amministrazione ha approvato un atto di indirizzo per la redazione del SIAD, con l’obiettivo di favorire una distribuzione equilibrata delle attività, incentivare nuove imprese e rilanciare il commercio nel centro storico. Un obiettivo che il gruppo dice di condividere.

Tuttavia, i dati della delibera TARI approvata ieri mostrerebbero una direzione opposta, infatti questa era la proposta iniziale: 56% utenze domestiche – 44% utenze non domestiche, questa invece è la delibera approvata: 52% utenze domestiche – 48% utenze non domestiche. Un aumento della quota a carico delle attività economiche, che secondo il gruppo contraddice la volontà di sostenerle.

San Vitaliano Merita ribadisce la domanda posta in Consiglio Comunale:“Come si può parlare di sostegno alle imprese se il primo provvedimento concreto aumenta il peso della TARI proprio sulle attività economiche?”. Una scelta definita “legittima, certo, ma politicamente discutibile”, soprattutto in un momento in cui il commercio locale avrebbe bisogno di misure di supporto e non di ulteriori aggravi.